Da ventisette mesi BlackRock vende i suoi ETF su Bitcoin ed Ethereum. Sono stati responsabili della corsa del prezzo, almeno nel primo caso, culminata con il top del 10 ottobre e hanno in cassa oltre 50 miliardi di dollari in asset. Nonostante sia passato del tempo però – e nonostante la presenza di un leader chiaro – c’è chi, sempre tra i giganti di Wall Street, sta provando ancora oggi a fare il suo ingresso. È un segnale certamente bullish e del quale parleremo in questo approfondimento pasquale.
I player di grandi dimensioni che stanno provando a fare il loro tardivo ingresso sono due: Morgan Stanley, come vi abbiamo già raccontato su queste pagine, lancerà a breve il suo ETF Bitcoin, per il quale manca ormai soltanto l’ok da parte di SEC. Charles Schwab lancerà invece il trading diretto su Bitcoin ed Ethereum. Il messaggio che stanno mandando ai mercati è che c’è ancora un enorme spazio di crescita per questo comparto, almeno negli USA.
Due giganteschi ritardatari
I nomi sono di quelli che leggerete anche sulla stampa mainstream che in genere non si occupa di finanza. Morgan Stanley, una delle più grandi banche d’affari del mondo – Charles Schwab, che ha per conto di 43 milioni di clienti oltre 12.000 miliardi in gestione.
Nel primo caso, quello di Morgan Stanley, abbiamo davanti una banca d’affari che raramente si cimenta con l’emissione di ETF. Ne ha una decina in gestione, tra le altre cose con marchi secondari. Dieci in totale e zero per ora sulle crypto.
Il gruppo però ha iniziato nel 2025 a offrire alla propria clientela con capitali in gestione anche gli ETF di BlackRock. È stata riscontrata una domanda tale da portare il gruppo a creare un proprio ETF. Una domanda che in parte arriverà, dice il gruppo, dai bitcoiner della prima ora che preferirebbero avere quote dell’ETF (ritenute più sicure e più “patrimonializzabili”) rispetto a Bitcoin direttamente.

Il secondo caso, quello di Charles Schwab, è forse però ancora più importante. L’azienda offre accesso ai mercati a 43 milioni di americani ed è il simbolo della partecipazione anche dei piccoli investitori retail al mercato azionario e finanziario USA. Si era tenuta sempre piuttosto lontana dal mondo crypto – e non abbracciò da subito la rivoluzione imposta dagli ETF.
Ora però, anche a quelle latitudini, dove la reputazione conta più dei volumi, si è deciso di cambiare. Entro dodici settimane vedremo il lancio del trading su Bitcoin e Ethereum, in via diretta e senza ricorrere necessariamente agli ETF.
Se per Morgan Stanley poteva valere il fattore domanda dai vecchi bitcoiner, nel caso di Charles Schwab è invece il segnale della volontà di impegnarsi direttamente nel mercato.
I volumi bassi non spaventano
I volumi molto bassi degli ultimi mesi non hanno spaventato questi due giganti, che non hanno rivisto i loro piani e che anzi li hanno confermati nonostante il mercato non stia andando troppo bene.
Segnale, ancora una volta per chi è ottimista come chi vi scrive, che anche se abbiamo affrontato una correzione da bear market, non sarà una replica del 2021-22. Ai tempi, tutti fuggivano, ora invece c’è il contropiede di Wall Street per prendersi una fetta sempre più grande di mercato.
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