In questi giorni si sta discutendo molto del nuovo progetto crypto Genius, e della sua somiglianza con il token ASTER. In molti paragonano le due monete perché hanno in comune lo stesso finanziatore, ossia YZi Labs, venture capital gestito dall’exchange Binance, e perché condividono una narrativa simile di mercato. Abbiamo deciso di guardare più a fondo.
Tecnicamente Genius è un terminale di trading che permette agli utenti di scambiare vari asset presenti su BNB Chain e su altre reti attraverso un layer unificato, restituendo un’esperienza semplificata, simile a quella di un CEX. L’omonimo token nativo della piattaforma è stato lanciato appena due giorni fa, ma ha già raggiunto un livello di attenzione notevole tra i degen del settore DeFi.
Genius: il nuovo trading terminal supportato da Binance
Specifichiamo innanzitutto che Genius non ha nulla a che vedere con la regolamentazione statunitense Genius Act, di cui si discute spesso nel settore crypto a causa delle sue recenti implicazioni sui rendimenti da stablecoin. Si tratta invece di un terminale di trading: un’interfaccia che consente di fare trading aggregando tutti i maggiori mercati on-chain, senza frammentazione di liquidità e con una UX intuitiva.

Lo stesso team di Genius ha autoproclamato la propria piattaforma come una sorta di “CEX on-chain”, ossia un’infrastruttura che punta tutto sulle performance di esecuzione e sull’efficienza del capitale. Il concept di questa applicazione si discosta fortemente da quello dei DEX, criticati dal progetto poiché eccessivamente trasparenti e non in grado di preservare la privacy dei propri utenti.
A tal proposito, una delle funzionalità più interessanti di Genius – secondo quanto descritto dalla community – è il cosiddetto Ghost Mode. Parliamo di una feature (non ancora rilasciata) che consente ai traders di separare il proprio address dall’esecuzione attraverso dei wallet fantasma creati ad hoc, non visibili pubblicamente.
Un altro punto di forza del trading terminal riguarda il Binary Options layer (G.OX), ovvero un modulo che introduce opzioni binarie on-chain denominate in BNB. Un meccanismo simile a quello delle scommesse dei prediction market, e che riprende la logica del recente aggiornamento HIP-4 di Hyperliquid.
Finora Genius ha ospitato oltre 150.000 utenti, abilitando operazioni spot per oltre $16 miliardi dal suo lancio del gennaio 2026. L’obiettivo dichiarato del team è quello di scalare fino a $34 miliardi di volumi al giorno e raggiungere una base di 500 milioni di utenti.
GENIUS: il token crypto di cui tutti stanno parlando
Accanto alla piattaforma di trading c’è l’omonimo token GENIUS, lanciato il 13 aprile con un airdrop dedicato ai primi utilizzatori del progetto. In totale il 21% della supply totale della moneta, pari a 1 miliardo di unità, è riservata per vari programmi di incentivazione, di cui una fetta è stata appunto rilasciata alla community durante il TGE.
Il lancio è avvenuto con una valutazione iniziale FDV di circa $200 milioni, con i prezzi che dal prezzo di $0,20 sono saliti fino a toccare il massimo di $1,24, per poi correggere fino all’attuale livello di $0,52. Al momento la market cap di GENIUS ammonta a $175 milioni, con circa un terzo della supply totale in circolazione

Molti utenti stanno descrivendo la crypto GENIUS come “la prossima ASTER”, paragonando i due progetti per la loro narrativa e il posizionamento sul mercato. Più nello specifico, ciò che attira l’interesse dei degen è il fatto che tutte e due le piattaforme hanno ricevuto un generoso finanziamento da YZi Labs, VC sotto il controllo dell’exchange Binance.
Sia Genius che Aster sono state sostenute da capitali a 8 cifre, il che rappresenta un ottimo risultato per dei progetti in fase early-stage, ed entrambe risultano spinte da Changpeng Zhao, ovvero il fondatore di Binance. Nel caso di Genius CZ ricopre il ruolo di advisor, elemento che sembra aver contribuito ad accentuare l’interesse speculativo attorno al token.
Attenzione a questo dato: bassa offerta liquida per GENIUS
Oltre alle narrative e alle fantasie dei crypto bro che paragonano Genius ad Aster – pur essendo in realtà due prodotti profondamente diversi sul piano tecnico – ciò che ci interessa maggiormente è un altro dettaglio. Gli analisti più curiosi avranno infatti notato che una grossa fetta del token GENIUS appare bloccata in vesting presso due contratti principali.
Nonostante CoinMarketCap indichi un circolante intorno al 33%, l’analisi dei wallet su DEX Screener evidenzia come i primi due indirizzi detengano complessivamente circa l’89,85% della supply. A questi si aggiungono il wallet di burn (circa 4%), il contratto associato all’airdrop (circa 1,45%) e un ulteriore indirizzo dedicato alle attività di market making (circa 0,8%).
Ciò significa che risulta effettivamente negoziabile poco più del 4% dei token GENIUS complessivi, un dato che di per sé non rende automaticamente“apprezzabile” la moneta, ma che evidenzia comunque una bassa offerta circolante. In caso di esplosione della domanda, potrebbe esserci poca supply pronta ad assorbire gli acquisti, almeno stando alla tokenomics attuale.

Da non dare per scontate certe narrative
Se la crypto GENIUS dovesse raggiungere la valutazione attuale di ASTER, ciò comporterebbe un incremento del prezzo di 8 volte. È su questo paragone che i degen si sono tuffati, e su cui confidano che il nuovo token uscito dall’incubatore di Binance potrà eguagliare il successo da altri progetti simili.
Gli stessi investitori però commettono altresì un errore di valutazione nell’affermare che Genius e Aster siano piattaforme che possono essere guardate sullo stesso piano. Sebbene parliamo sempre di protocolli che operano nel perimetro del trading on-chain, in realtà sono profondamente diversi.
Genius è un token terminal che è più paragonabile a prodotti come Axiom Trade e 1Inch, mentre Aster è un perpetual DEX che durante il suo boom ha seguito la scia caldissima del competitor Hyperliquid.
Per questo motivo appare difficile pensare che il token GENIUS potrà davvero replicare il suo successo, ma rimane comunque un token molto interessante da tenere sott’occhio. Attenzione tuttavia a non innamorarsi dei progetti usciti da YZi Labs, visti i pessimi risultati registrati nel medio/lungo periodo dalla maggior parte dei progetti finanziati.
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