Donald Trump e la sua famiglia sono entrati nel mondo crypto a gamba tesa. Hanno promesso appoggio politico, la fine del regime del terrore di Joe Biden e Gary Gensler e nel frattempo hanno anche provato a far cassa. Non tutti sono contenti. Oltre agli avversari politici però, ora a essere inquieti sono anche i primi investitori in uno dei progetti crypto della famiglia Trump, forse il più importante. Parliamo di WLFI – progetto DeFI che ieri ha proposto un percorso per lo sblocco di certi token… ancora bloccati. Sono i token degli investitori delle origini, che non sono contenti del piano di cui sopra.
Il piano infatti prevederebbe lo blocco dei token tra quattro anni, ovvero oltre il termine del secondo (e ultimo mandato) di Donald Trump. Tempi lunghi, da era geologica nel mondo crypto, che scoprono anche il fianco a eventuali ritorsioni politiche una volta che Donald Trump non sarà più alla Casa Bianca.
C’è chi si è arrabbiato sul serio
Tra questi Justin Sun, fondatore di Tron, investitore seriale nel settore e personaggio molto discusso (e inviso a molti). Sun ha investito somme importanti nel progetto, secondo le malelingue per ottenere un trattamento di favore da parte delle agenzie governative USA, con le quali aveva dei contenziosi aperti già all’epoca di Joe Biden e Gary Gensler (ex-commissario SEC).
A prescindere da quali siano le motivazioni, rimane il fatto che il piano non piace. Probabilmente ci si aspettava di poter ottenere lo sblocco dei token in tempo utile, ovvero prima del termine della presidenza di Donald Trump, così da poterli scaricare/vendere e portare a casa degli eventuali profitti.
Non sarà così, con quello che Justin Sun ha definito, senza mezzi termini, un colpo di mano.
Questa è World Tiranny, non World Liberty Financial.
Justin Sun lamenta la presenza di meccanismi che puniscono chi voterà contro, insieme a freeze selettivi dei votanti, insieme a un supposto colpo di stato condotto da entità anonime.
Vale la pena di segnalare che, almeno in termini finanziari, c’è stato un graduale disimpegno da parte della Famiglia Trump, che per quanto ne sappiamo potrebbe non essere più coinvolta direttamente nel progetto.
Una situazione che si fa interessante, più che altro per capire che tipo di affari abbia condotto la famiglia presidenziale e con chi, per un progetto che ha rimosso frettolosamente dalla pagina dei membri e dei dirigenti tutti i nomi noti. Non solo i figli di Donald Trump, ma anche quello di Steve Witkoff, che è a capo della missione speciale per il Medio Oriente del governo Trump.
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