C’è chi starebbe cercando di impersonare le autorità iraniane al fine di estorcere Bitcoin e USDT. Questo è quanto riporta Reuters dallo Stretto di Hormuz. Questo è quanto condiviso da Marisks, gruppo greco che si occupa di servizi di sicurezza marittima, che ha confermato la richiesta di pagamenti in Bitcoin e Tether USDT al fine di ottenere un ok per il passaggio da Hormuz, spacciandosi appunto per le autorità iraniane. Tali messaggi però non proverrebbero dalle autorità stesse, ma da personaggi che vorrebbero cercare di portare a casa facili guadagni impersonandole.
Messaggi truffa veri e propri, per poi fuggire con il bottino. Messaggi che sarebbero stati inviati a diverse compagnie di trasporti marittimi che sono ferme nello Stretto di Hormuz e starebbero cercando disperatamente di attraversarlo.
L’allerta di Marisks
L’allerta è piuttosto chiara, anche se mancano ancora dei commenti ufficiali da parte delle autorità di Teheran.
Questi messaggi sono delle truffe.
I messaggi in questione offrirebbero l’ok per il passaggio dallo Stretto di Hormuz in cambio di pagamenti in Bitcoin o Tether, almeno secondo quanto riportato dai messaggi condivisi dal gruppo greco che si occupa di sicurezza marittima.
Non è chiaro per il momento da chi siano arrivati tali messaggi. Ad ogni modo, sembrerebbe esserci la certezza, almeno da parte di Marisks, della natura truffaldina di queste comunicazioni.
Sempre secondo Marisks, almeno un natante avrebbe pagato, non ottenendo poi però, per ovvi motivi, il passaggio.
Che fine fanno i pagamenti?
Difficile recuperarli se vengono effettuati tramite rete Bitcoin. Qualche speranza in più di recuperarli se vengono effettuati in USDT, che può essere congelato a distanza, a patto che ci sia un’ordine delle autorità.
Ad ogni modo, difficile che si muova qualcosa per un eventuale pagamento, per quanto corposo sia stato. Circolava voce di 1$ a barile come commissione per il passaggio, che però non sappiamo se utilizzato come parametro anche dai truffatori.
Sarà da valutare se le notizie di pagamenti in Bitcoin per attraversare lo stretto, circolate durante il conflitto, siano a questo punto autentiche o vittime del telefono senza fili della stampa, che avrebbe trasformato una truffa in una richiesta ufficiale.
La situazione, anche in termini di qualità dell’informazione, a Hormuz rimane complicata per non dire compromessa. Le voci di riapertura e chiusura si avvicendano senza soluzione di continuità, agitando i mercati 24 ore su 24, sia sul fronte delle materie prime sia su quello azionario e delle criptovalute.
Una situazione che continueremo comunque a monitorare anche sul nostro Canale Telegram, al quale puoi accedere gratuitamente per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie che impattano sui mercati.
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