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Teleb tuona: “Bitcoin è uno schema Ponzi!”

Ci risiamo. Nassim Taleb, che molti dei nostri lettori ricorderanno per capolavori come Il Cigno Nero si scaglia di nuovo, sugli schermi di CNBC, contro Bitcoin. “Uno schema Ponzi e uno specchietto per le allodole“, in una delle sue, ormai solite, sparate contro la prima criptovaluta per capitalizzazione al mondo.

Ci risiamo, abbiamo detto, perché Taleb non è nuovo a queste uscite. L’ultima che ricordiamo, a memoria di redattori, fu durante lo scorso febbraio, con Bitcoin che, infischiandosene del parere del pur autorevole commentatore, guadagnò nel giro di pochi giorni oltre il 15%.

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Non corre buon sangue tra BTC e Taleb

Chi vuole investire contro Taleb, o meglio, contro la sua ennesima contestazione della bontà di Bitcoin, può farlo con eToro (qui per il conto virtuale gratuito), broker che offre la possibilità di affidarsi a veri esperti di investimenti, copiandoli con il CopyTrading o guardandone il portafoglio con la massima trasparenza.

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Inutile per pagare, non è una valuta, ma uno schema Ponzi

E non solo. Perché non ci sarebbe, secondo Taleb, alcuna correlazione tra l’atteso aumento dell’inflazione e le recenti corse di Bitcoin:

Non c’è alcuna correlazione. Puoi avere un’inflazione molto elevata e vedere Bitcoin raggiungere il valore di zero.

Ha tuonato alle telecamere di CBNC, in un intervento che in realtà ricalca i molti che in passato aveva riservato a Bitcoin e alle altre criptovalute.

Nonostante sia un autore molto seguito – e apprezzatissimo da molti pensatori alternativi e non – le opinioni di Taleb, così come quelle dell’altrettanto famoso economista Roubini, non hanno mai avuto grande impatto sui mercati. Come abbiamo ricordato in apertura, l’ultima uscita di Taleb a febbraio 2021 fu poi seguita da una fortissima bull run, che portò il token dai 48.000$ fino ad oltre 56.000$ di valore nel giro di una settimana.

E qualcuno, a nostro avviso con un brillante senso dell’umorismo, invita a comprare proprio in concomitanza di questa ennesima uscita di Taleb contro una criptovaluta che, come raccontiamo sulle nostre pagine ormai da anni, giorno per giorno conquista sempre più spazio anche nel mondo dell’economia reale.

“Non si può pagare con una valuta così volatile”

E questo è forse il punto più condivisibile dell’analisi di Taleb, anche se soltanto parzialmente. Perché a questo punto dovremmo definire come non valuta tutte le divise nazionali delle economie emergenti che possono avere oscillazioni di valore forti tanto quanto quelle di Bitcoin.

Non è sicuramente questo il problema dell’adozione, su vastissima scala, di Bitcoin come metodo di pagamento. E cogliamo poi l’occasione per ricordare che le criptovalute sono popolarissime proprio dove la fiat currency ha fallito. Parliamo di paesi quali il Venezuela, l’Argentina e anche la Turchia. Paesi dove le divise nazionali possono perdere potere d’acquisto in modo sostanziale anche nel giro di una giornata.

Vecchi economisti contro nuova economia: non finirà qui

Nonostante riconosciamo a Taleb, in altri contesti, una grande originalità e profondità di pensiero, sulle criptovalute continua a fare da megafono alle stesse obiezioni che sentiamo ripetere anche da altri economisti.

L’incapacità di inquadrare Bitcoin secondo i canoni classici della valuta, quella che è battuta dalle banche centrali e legata a doppio filo al potere statale, sta facendo prendere cantonate sull’intero comparto delle criptovalute anche a menti e studiosi particolarmente brillanti.

Noi mettiamo la nostra opinione nero su bianco, offrendo a tutti la possibilità di verificarla anche tra anni: Bitcoin in particolare – e il resto del mondo delle cripto in generale – saranno una realtà sempre più importante, sempre più utilizzata e sempre più utile proprio per le categorie che gli economisti vorrebbero difendere. Quei piccoli risparmiatori e utenti che dalle oscillazioni forti del settore potrebbero rimetterci il proverbiale osso del collo.

Una piccola nota sui Ponzi Scheme

Va rispedita al mittente l’illazione di Taleb – che indica in Bitcoin un possibile Ponzi Scheme. Non c’è una struttura organizzata, non c’è una piramide, non ci sono persone che di distribuiscono i denari che i nuovi “membri” portano all’interno dell’organizzazione.

Non vi è nulla di più lontano dai Ponzi Scheme, quelli che in Italia eravamo abituati a chiamare Catene di S. Antonio. Si può essere contro le criptovalute e contro Bitcoin senza diffondere bugie. E questa è una cosa che, in chiusura, sentiamo il dovere di sottolineare.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

3 commenti

  1. Le stronzate non si possono scrivere se non si è esperti e soprattutto professionisti del settore…

    • Salve Mirko, innanzitutto grazie per il suo cordiale commento. Tuttavia, personalmente, non ho ben intuito il senso dello stesso. Intanto che le risponde anche Gianluca, ci saprebbe indicare meglio tutti i dettagli della sua cortese esternazione?

      Le auguro buon proseguimento di serata

    • Gianluca Grossi

      Buongiorno Mirko, anche io temo di non aver capito il tuo commento.

      Grazie e buona giornata!

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