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Shock da Banca Centrale Giappone: tassi fermi, ma parte golpe interno. Kazuo Ueda alle strette

Tassi fermi per Bank of Japan, ma in tre mettono in allarme i mercati.
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Bank of Japan, la banca centrale del Paese del Sol Levante, ha deciso di lasciare i tassi invariati. Una decisione ampiamente anticipata dai mercati e dagli analisti. L’andamento della riunione però non è stato dei più lineari. Tre su nove degli aventi diritto di voto hanno infatti votato a favore di rialzi dei tassi già ora. La decisione invece sarà rimandata a giugno, con il governatore di BoJ, Kazuo Ueda, che è apparso più dovish di quanto ci si sarebbe aspettati.

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Lo yen ha reagito cancellando i gain delle ultime 24 ore e riportandosi vicino a quota 160 contro il dollaro, la soglia che è quella ritenuta di intervento da parte di BoJ e del Tesoro giapponese. Tutto questo in seguito a parole di Ueda piuttosto accomodanti: ha parlato di rischi maggiori sul fronte dell’inflazione rispetto a quelli sul fronte della crescita, non anticipando con certezza rialzi per le prossime riunioni, con le prossime mosse di BoJ che saranno decise meeting per meeting.

Kazuo Ueda non spaventa i mercati

Era quello che si temeva di più, dato che in pochi si aspettavano un rialzo dei tassi da parte di Bank of Japan già per questa riunione. Tassi fermi, Ueda che in conferenza stampa non spaventa, anche se c’è un dato che chi opera sui mercati non ignorerà.

Dei nove votanti, ben tre hanno votato a favore di un rialzo dei tassi di interesse in Giappone già adesso. Si tratta della fronda più consistente da quando Kazuo Ueda è governatore di Bank of Japan, una fronda che se non dovesse rientrare nei ranghi, potrebbe spingere a una politica monetaria maggiormente restrittiva durante i prossimi incontri.

Rimane comunque la massima incertezza per il meeting che si terrà il 16 giugno: i mercati prezzano soltanto al 68% la possibilità che ci sia un rialzo dei tassi.

Problema inflazione

Gli ultimi dati sull’inflazione giapponese non promettono nulla di buono. +2,8% su base annua per l’inflazione core, molto al di sopra delle aspettative, con una crescita che tra le altre cose è stata – nelle previsioni – assai ridotta. La revisione per il PIL ha visto passare la crescita attesa dall’1% allo 0,5%.

Con una situazione del genere, sono in pochi – come dimostra la performance dello yen, a credere alle parole di Ueda, che vede maggiori rischi da un ritorno prepotente dell’inflazione che da un rallentamento eccessivo della crescita.

Lo stesso Ueda ha affermato che si potrà sì tagliare, ma tenendo conto delle aspettative sulla crescita economica del Giappone.

Tassi in Giappone
L’andamento dei tassi in Giappone

Il Giappone è inoltre uno dei paesi maggiormente colpiti dalla crisi in Medio Oriente, perché è da Hormuz che passa una porzione importante dei suoi approvvigionamenti energetici. Questa situazione avrà un impatto sia sulla crescita (riducendola), sia sull’inflazione (spingendola verso l’alto). Le due prima o poi finiranno per annullarsi, incontrandosi però su un punto di equilibrio peggiore rispetto a quello preventivato. In una situazione del genere, aspettarsi lacrime e sangue da BoJ è forse troppo.

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