Anche l’ultimo ostacolo che separava Kevin Warsh dalla presidenza di Federal Reserve è stato superato. Il senatore repubblicano Thom Tillis, che aveva annunciato opposizione fino alla fine delle indagini su Jerome Powell (che riteneva politicamente motivate), ha affermato di essere pronto a votare per il sì. Si potrà dunque procedere con uno striminzito anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato di Powell, che ricorre il 15 maggio prossimo. Una buona notizia, questa, almeno sul fronte politico.
Kevin Warsh si siederà così sullo scranno più alto della più potente delle banche centrali del mondo, in uno dei momenti più difficili di sempre per l’istituzione. Dalla Casa Bianca arrivano incessanti attacchi politici, con l’obiettivo di avere tassi più bassi nel più breve tempo possibile. I mercati però si aspetterebbero una barra possibilmente più dritta, tenendo conto della persistenza dell’inflazione.
Dovrebbe essere tutto pronto per Kevin Warsh
L’unico in grado di spostare la bilancia e di frapporsi tra Kevin Warsh e la presidenza di Federal Reserve era il senatore repubblicano Thom Tillis, che a tutela dell’indipendenza di Fed si era detto contrario a qualunque nomina fino a quando sarebbero perdurate le indagini del Dipartimento di Giustizia a carico di Jerome Powell.
Indagini che la scorsa settimana sono state archiviate, lasciando così spazio a una possibile ricomposizione. Ricomposizione che secondo le principali testate USA, a partire da Bloomberg, sarebbe stata confermata dal senatore stesso.
Con queste rassicurazioni, sosterrò la conferma di Kevin Warsh. È un candidato più che adeguato ed è tempo per Federal Reserve di lasciarsi alle spalle le distrazioni e di occuparsi della sua missione.
Questo è il messaggio che il senatore ha inviato ieri, domenica 26 aprile, a conferma di una ricomposizione avvenuta.
Si vota il 29 aprile
Il voto di conferma del Senato USA per la nomina “presidenziale” del prossimo presidente di Fed avverrà il 29 aprile, mercoledì, e dovrebbe appunto procedere, a questo punto, senza ulteriori intoppi, per la nomina.
Tutto questo nonostante l’opposizione ferma da parte dei democratici, in un gioco delle parti che però non dovrebbe avere, a questo punto, alcun tipo di conseguenza.
Arriveranno i tagli?
Kevin Warsh ha rivendicato proprio davanti al Senato l’indipendenza di Fed. Ciò che però gli analisti economici si aspettano è una Federal Reserve forse più mansueta rispetto a quella che aveva a capo Jerome Powell.
Non cambierà però niente altro della configurazione del FOMC – con i votanti che per atteggiamento sono distribuiti come nel grafico che riportiamo.
I mercati continuano a prezzare tra uno e due tagli da qui a fine 2026, inflazione permettendo. Un cammino che potrebbe rivelarsi più accidentato del previsto.
I mercati preferirebbero chiaramente più tagli del previsto. Per arrivare però a quel punto – servirà una mano anche da parte dell’inflazione, che continua a essere tenace e che nei prossimi mesi pagherà anche le conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

