AGGIORNAMENTO: I mercati avevano ragione. Trump ha annunciato che l’attacco è annullato e che c’è un accordo di massima, che questa volta include anche i termini finali dello stesso. Il blocco navale, aggiunge Trump, rimarrà in vigore fino alla sigla dell’accordo.
Il prezzo del petrolio è in leggero rialzo (WTI a +1,11% per la sua scadenza più a breve) dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato l’Iran di attacchi imminenti. Non solo: ha affermato che gli attacchi verranno portati questa sera e che l’obiettivo degli USA sarà di prendere il controllo dell’industria degli idrocarburi iraniana, sulla falsariga di quanto avvenuto con il Venezuela.
Nonostante la guerra non ci abbia risparmiato dichiarazioni estremamente aggressive, forse non si era mai arrivati a questi livelli. I mercati però sembrano prezzare in modo soft l’ultima uscita pubblica di Trump sul tema. Un segnale, ancora, di allontanamento dalla realtà, oppure scarsa credibilità del Presidente USA, che ha fatto della escalation di messaggi aggressivi una delle sue straetgie negoziali.
Kharg Island: sarà nostra
Il presidente degli Stati Uniti è andato oltre la minaccia di attacco imminente (si parla di questa sera, giovedì 11 giugno). Ha parlato infatti di preferenza di Kharg Island come obiettivo per il controllo da parte degli Stati Uniti. Una situazione complessivamente mai così grave, almeno in termini di annunci, che però ha avuto, incredibilmente, effetti contenuti sui mercati.
Come ha evidenziato qui Alex Lavarello, i mercati tradizionali stanno tentando un rimbalzo dopo due giornate di crolli, soprattutto per il settore AI, condizionati però più dalle novità in termini di politica monetaria che altro.
I mercati non ci credono
O almeno non ci credono al livello che ci si aspetterebbe. I futures sul petrolio sono infatti in rialzo assai modesto (+1,1% nelle ultime 24 ore) e anche le borse non stanno reagendo come se la ripartenza del conflitto su ampia scala fosse a poca distanza temporale.
Toccherà dunque aspettare ulteriori evoluzioni, nella speranza – anche umanitaria – che si possa tornare al tavolo delle trattative nel più breve tempo possibile.
Sarà un’altra nottata di tensione, con i messaggi che arrivano da Teheran che non sono comunque granché distensivi e che non lasciano intendere la volontà di accettare supinamente un’eventuale ritorsione.
Intanto i mercati sono concentrati sulla IPO di SpaceX
I mercati sono ancora concentrati sulla IPO di SpaceX, che continua a dominare la discussione tra gli addetti ai lavori e che viene ormai utilizzata per qualunque tipo di lettura.
Ogni risposta – qualunque sia la domanda – è che si dovrà aspettare la quotazione in borsa dell’azienda di Elon Musk per capire in quale direzione ci muoveremo.
Un disturbo dell’attenzione dei mercati, che ormai riescono a concentrarsi su una cosa soltanto alla volta.
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