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BCE: niente aumenti dei tassi a luglio, sorpresa attesa per settembre. Parlano gli economisti

Gli economisti sono quasi certi. A meno di dati molto lontani dalle aspettative...
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La Banca Centrale Europea lascerà i tassi invariati durante il meeting previsto per la prossima settimana e lascerà aperta la porta a un ulteriore rialzo per il mese di settembre. È questo quanto emerge da un’indagine condotta da Bloomberg che ha coinvolto cento economisti. Attendismo ora, per poi tornare su livelli di tassi più alti, dunque, alla fine dell’estate.

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Si tratta comunque di sondaggi e di previsioni, che tengono però conto delle ultime evoluzioni per quanto riguarda sia il contesto internazionale e geopolitico, sia la situazione sul fronte macro dei principali paesi membri.

Continueremo a monitorare la situazione

Il parere di Kristian Toedtmann di Dekabank, riportato da Bloomberg, è forse il più interessante:

La Banca Centrale Europea spiegherà che sta monitorando la situazione, che ritiene di essere ben posizionata e che sarà pronta ad agire se dovesse presentarsi la necessità.

Un rinvio a data da destinarsi, con il grosso degli economisti contattati da Bloomberg però che indica in settembre il redde rationem e il probabile aumento dei tassi di riferimento per 25 punti base.

C’è chi poi spinge affinché si giochi d’attesa ancora più a lungo. È un fatto noto che l’italiano Piero Cipollone e l’austriaco Martin Kocher, che hanno entrambi potere di voto, ritengano che la situazione sia più tranquilla, sul fronte dei prezzi e delle pressioni dei salari sull’inflazione, di quanto appaia.

La decelerazione dell’inflazione nell’area euro in giugno ha eliminato la necessità di azione urgente. Ad ogni modo, i prezzi delle commodity terranno il Governing Council sulla strada di un aumento dei tassi di interesse di nuovo in settembre, quando saranno disponibili nuove previsioni dallo staff di economisti, per un aumento che sarà l’ultimo di questo ciclo.

Questo è il sunto che gli economisti interpellati da Bloomberg hanno offerto al giornale e che a oggi rappresenta il consenso all’interno del quale si stanno muovendo anche i mercati.

Dagli USA per ora poche novità

Diverso il discorso negli Stati Uniti, dove la situazione appare in verità assai più fluida. Anche se i mercati continuano a prezzare 1 o 2 aumenti dei tassi di interesse da qui a fine anno, ci sono ancora molte incertezze.

I dati più recenti su inflazione CPI e PPI hanno indicato un aumento del livello dei prezzi assai più modesto delle aspettative. Si tratta di dati, per carità, parziali, ma che offrono una sponda ai più dovish dei membri del FOMC.

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