L’inflazione giapponese riprende a correre, anche se è sul lato basso della forbice delle aspettative. I dati da interpretare sono due: è in rialzo rispetto alla lettura precedente (sia la core, sia la classica), ma corre meno delle aspettative. Si tratta del primo dato in rialzo da cinque mesi a questa parte e avrà degli impatti sulle future decisioni di Bank of Japan e – cosa più importante – sull’andamento dei mercati.
I prezzi core salgono dell’1,8% (nella misurazione che esclude gli alimentari freschi), con previsioni che andavano dal +1,7% al +2,0%. Il dato va inoltre confrontato con il +1,6% del mese precedente. Maggiormente preoccupante però il dato che esclude sia gli alimentari che l’energia, che cresce del +2,4%, sopra il livello del 2% che anche in Giappone è considerato il target verso il quale tendere.
Una brutta gatta da pelare per Bank of Japan
La situazione di Bank of Japan dovrebbe essere chiara ai membri del nostro Canale Telegram VIP (qui puoi entrare gratis per una settimana, senza carta e senza impegno), dato che la affrontiamo in netto anticipo rispetto a quanto hanno fatto anche le testate specializzate.
Da un lato, dopo un lunghissimo periodo di tassi negativi, l’inflazione ha iniziato a presentarsi con una certa insistenza anche nel Paese del Sol Levante. Dall’altro il governo, che ha ricevuto dalle urne una sorta di plebiscito, si è fatto confermare anche sulla base di importanti programmi di spesa.
Un cammino espansivo della politica fiscale che, già nel medio periodo, potrebbe impattare in modo decisivo sull’inflazione. Inflazione che risentirà anche dell’aumento del costo dell’energia, se dovesse prolungarsi il blocco dello Stretto di Hormuz, stretto dal quale passa una quantità importante del petrolio destinato al mercato giapponese.
Ok, ma perché è importante per i mercati?
Perché nel caso in cui dovessero essere imposti rialzi ulteriori ai tassi in Giappone, ci troveremmo di nuovo immersi nelle paure dell’estate del 2025, ovvero di una compressione del carry trade sullo yen che alimenta in modo importante i mercati finanziari di tutto il mondo.
Non appena si tornerà a parlare di possibili rialzi, torneranno sui giornali le paure di cui sopra, che potrebbero condizionare i mercati.
Quando saranno le prossime riunioni?
Questo è il calendario dei prossimi incontri di Bank of Japan per decidere dei tassi di interesse.
| Riunione BoJ | Decisione / statement atteso |
|---|---|
| 27–28 aprile 2026 | 28 aprile |
| 15–16 giugno 2026 | 16 giugno |
| 30–31 luglio 2026 | 31 luglio |
| 17–18 settembre 2026 | 18 settembre |
| 29–30 ottobre 2026 | 30 ottobre |
| 17–18 dicembre 2026 | 18 dicembre |
Bank of Japan deciderà dunque all’interno di una settimana già ad alta tensione per quanto riguarda i tassi, dato che arriveranno anche le decisioni di altre due importanti banche centrali, ovvero BCE e Federal Reserve.
Come per queste due, anche da Bank of Japan ci si aspetta una non-decisione. Ovvero tassi fermi ai livelli attuali, ma con outlook, almeno a Tokyo, rialzista. O almeno questo cercherà di comunicare Kazuo Ueda (governatore di Bank of Japan) ai mercati.
Da seguire anche la situazione dello Yen
Andrà seguita anche la situazione che riguarda lo yen. Si rimane infatti molto vicini a quella che è ritenuta la soglia di intervento per BoJ a mercato, ovvero i 160 yen per un singolo dollaro americano.
Il Ministero delle Finanze giapponese ha infatti lasciato intendere di essere pronto, se dovesse presentarsi la necessità, di intervenire. Con buona pace di chi ritiene (anche a Washington), che debbano essere i mercati a stabilire i tassi di cambio.
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