Pomeriggio difficile per i mercati azionari, che trascinano giù anche quelli crypto, in una sessione che è dominata da due notizia: la prima è quella di supposte difficoltà di OpenAI, gigante dell’intelligenza artificiale che starebbe incontrando qualche problema nel raggiungimento degli obiettivi. La seconda è quella dell’abbandono dell’OPEC da parte degli Emirati Arabi Uniti, abbandono che potrebbe diventare una minaccia esistenziale per il cartello del petrolio. I mercati reagiscono con uno scarico, dettato però più dalla prima che dalla seconda notizia.
Tra le peggiori della sessione troviamo infatti Nvidia, Broadcom, Micron, AMD, Intel, Monolithic, con le altre tech (fatta eccezione per Meta) che galleggiano. Bene il resto del comparto, con eccezione del settore macchine industriali.
Primi brividi seri per il mondo AI
Ne avevamo già parlato in relazione allo scoop su OpenAI e sugli obiettivi non raggiunti per il 2025. Fallimento che ha creato qualche nervosismo anche all’interno della dirigenza, con Sam Altman e Sarah Frier che però hanno affermato, pubblicamente, di essere completamente in linea.
Per i bene informati invece le cose non stanno così: dato che i ricavi languono e i nuovi utenti pure, il gruppo potrebbe avere difficoltà a far fronte agli oltre 600 miliardi di dollari di impegni futuri già contratti.
La notizia ha affondato Nvidia (-3,16%), Broadcom (-5,45%), Micron (-5,7%) e anche Oracle (-4%). Data l’elevata capitalizzazione di questi gruppi, il riflesso è stato importante su tutti i principali indici USA che li includono, che nel momento in cui scriviamo viaggiano tutti in negativo, nonostante le buone performance di staples, settore finanziario, farmaceutici e energia. Questi ultimi si godono l’ennesimo rialzo dei prezzi del petrolio, che dipende invece dalla seconda notizia della giornata.
Emirati via dall’OPEC
È una situazione complicata, soprattutto per OPEC. Nonostante non sia la prima volta che un paese abbandona il cartello del petrolio, questa volta – tuonano da Bloomberg – le cose potrebbero essere diverse. Siamo di fronte alla defezione del terzo paese per produzione, che deciderà dal 1° maggio in poi per conto proprio quanto produrre e quanto esportare.
Potrebbe essere la fine del cartello per come lo conosciamo e anche una importante svolta nel mercato del petrolio globale. Gli effetti però non saranno subito dirompenti. Non solo gli Emirati hanno annunciato di volersi comunque comportare in modo responsabile, ma rimane comunque il nodo di Hormuz ancora da sciogliere.
Crypto seguono la scia
Il pomeriggio di scarico del settore chip punisce anche il comparto crypto. Nel momento in cui scriviamo Bitcoin viaggia di poco sopra i 76.000$, Ethereum è in parità rispetto alle 24 ore precedenti e si fanno registrare perdite quasi tutte sotto l’1% da parte dei principali protocolli.
Giornata di noia e lateralizzazione, anche in attesa dell’importante appuntamento di domani, che vedrà Jerome Powell parlare dopo la scontata decisione sui tassi di Federal Reserve.
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