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ECB decisione tassi

BCE: pronto shock a giugno? I mercati dicono di sì, la banca centrale invita alla calma, anche se…

Il meeting di giugno sarà quello del primo rialzo dei tassi, ma chi vota dice che bisogna darsi una calmata.
ECB decisione tassi

Giugno potrebbe essere il mese decisivo. Economisti, analisti, player di mercato si aspettano tutti un rialzo dei tassi di 25 punti base nell’area Euro (+0,25%). Nonostante ciò, i pareri sembrano essere piuttosto discordanti. Sono recentemente intervenuti due membri del Governing Council di BCE ed entrambi hanno invitato tutti alla calma. Sebbene le decisioni di BCE non abbiano in genere grandi ripercussioni sul mercato di Bitcoin e criptovalute, vale comunque la pena di seguire le evoluzioni della discussione, perché saranno simili a quelle che dovranno affrontare anche in Giappone e altrove.

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C’è massima incertezza, perché se è vero che i prezzi risentiranno anche della situazione a Hormuz, è altrettanto vero che la crescita europea è così fiacca che prima di alzare i tassi ci sarà da ragionarci su a lungo.

Parlano Kazimir e Šimkus, il falco e la colomba

La situazione è così incerta che da uno dei principali falchi (Peter Kazimir) e da una delle principali colombe (Gediminas Šimkus) arrivano opinioni in realtà assai simili.

Il virgolettato di Kazimir è riportato da Bloomberg e segnala un’assenza di decisioni, che verranno rimandate fino all’ultimo momento utile:

Siamo fermi nel nostro approccio [di percorso non predeterminato, N.d.R.]. E su questa base, una politica monetaria più restrittiva è tutto fuorché inevitabile. Sta diventando sempre più probabile la necessità di preparazione per una fase di prezzi accompagnata da una crescita visibilmente più debole nell’eurozona.

Il contesto è quello di conflitto di quelli che sono i mandati tipici di una banca centrale, per quanto in realtà BCE – almeno da statuto – dovrebbe preoccuparsi più della stabilità dei prezzi.

Di avviso simile Šimkus, che è storicamente molto più dovish rispetto a Kazimir:

Chiaramente parleremo di un possibile incremento dei tassi a giugno. Ma la decisione sarà presa soltanto basandoci sui dati e sulla situazione.

Niente di deciso dunque, nessun messaggio da mandare ai mercati affinché si preparino.

La stessa situazione in Giappone?

Sì, perché il Giappone è una delle vittime vere della situazione di Hormuz e degli aumenti dei costi energetici. Allo stesso modo il Giappone sta già affrontando una crescita piuttosto fiacca e che un’azione restrittiva in termini di politica monetaria finirebbe per schiacciarla completamente.

Chi vi scrive non è convinto del fatto che sia BCE sia BoJ siano in grado di resistere a certe proteste politiche, che in Europa arriveranno da Italia e Francia e in Giappone da tutti i membri del governo.

Chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno sarà certo della preferenza per un po’ di inflazione a patto di non schiacciare la crescita. Cosa che, anche per il mercato Bitcoin e crypto sarà più che gradita.

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