Interpretare Bastian Contrario è un’attività che piace a molti. Quando non ci si prende sono tutti contenti che le cose siano andate per il meglio. Quando ci si prende invece si passa per dei gran geni. E dunque la lista dei profeti di sventura si è allungata a dismisura. Non solo Michael Burry (del famoso The Big Short), ma anche Tim Draper, Paul Tudor Jones, Ray Dalio e – forse in pochi lo avrebbero potuto immaginare – Jamie Dimon di JPMorgan.
Chi ha ragione? Chi no? E se non ce l’avesse nessuno la ragione? E quali rischi si corrono? E dove andrà il mondo crypto nel caso in cui dovessero presentarsi queste crisi?
Dimon, Burry, Tudor Jones: i quattro cavalieri del crash di mercato
Le opinioni più importanti che sono arrivate nel corso di questi ultimi giorni non sono granché ottimiste. In successione hanno infatti parlato:
- Paul Tudor Jones: che ha indicato problemi evidenti nel mercato azionario. Un mercato che è su livelli simili, in termini di rapporto tra PIL e cap di mercato, a quelli dell’ultima grande crisi.
Ne abbiamo parlato qui, con Tudor che ha indicato in Bitcoin una delle possibili ancore di salvezza. Questo andrà abbinato anche alla posizione di Berkshire di Warren Buffett che ormai da tempo sta liquidando posizioni sull’azionario e rimane liquido.
- Jamie Dimon: e se la crisi dovesse arrivare invece dal mercato del credito? Dimon, che non è mai parco di terrorizzanti avvisi, guarda invece al mercato del debito sovrano.
Una crisi che, ricorda Jamie Dimon, non viviamo da tempo. I mercati non l’hanno ancora prezzata e la cosa potrebbe avere delle conseguenze importanti. Jamie Dimon però è possibilista: se si interviene per tempo si può anticipare il problema invece di doverlo risolverlo.
- Michael Burry e la bolla dell’AI: Burry continua a segnalare “irregolarità” anche negli hyperscaler e nei loro conti.
Sarebbe la bolla dell’AI, che forse non arriverà mai ma con le difficoltà di gruppi con OpenAI che sembrano evidenti. Anche qui però andrebbe compreso il modus operandi di fondi e investitori in stile Burry. Fanno tante puntate che sono altamente improbabili, sperando di beccare quella che renderà di più. D’altronde Burry deve la sua reputazione agli short sul mercato dei mutui.
La curiosità vera è qui
La curiosità vera è che in realtà tre grandi investitori e player di mercato sono d’accordo sullo stato dei mercati. Non concordano però sulle cause che potrebbero innescarla.
C’è un angolo ottimista dal quale guardare alla situazione: è evidente che tutto sia troppo messo bene rispetto ai diversi segnali di crisi che arrivano, anche ad esempio da Hormuz, ma è altrettanto evidente che pur in presenza di iper-estensioni e altre configurazioni di mercato, dei grandi del mercato non riescano a mettersi d’accordo.
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