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Crisi bond jamie dimon

È CEO della più grande banca del mondo. Ora ha paura di una crisi che sarà peggiore del ’29

Per Jamie Dimon di JPMorgan ci aspetta qualcosa di terribile. Avrà ragione?
Crisi bond jamie dimon

Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, mette tutti in guardia. Non è la prima volta che lo fa, ma il crescendo dei toni (e delle preoccupazioni) è evidente. Se a ottobre aveva parlato di scarafaggi riferendosi al mondo del credito privato, ora parla di recessione indotta dalla crisi dei bond sovrani. Uno scenario assai più preoccupante di una crisi in un settore di dimensioni ridotte.

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Jamie Dimon il panican: sono mesi, anni che avvisa tutti. Sono mesi che afferma che i colleghi delle altre grandi banche (anche d’affari) stanno correndo troppi rischi. E sono anni che avverte sull’insostenibile parabola dei debiti sovrani. Anche questa volta però nessuno sembrerebbe aver intenzione di starlo a sentire.

Una crisi globale

Siamo abituati a leggere di crisi globale da Ray Dalio, che ha costruito una carriera sopra il cosiddetto doomposting. Siamo meno abituati a leggere però certe previsioni da chi anima – guadagnando miliardi – l’economia globale. Questa volta a parlare è Jamie Dimon, a capo di JPMorgan, che da qualche tempo ha deciso di diventare una sorta di Cassandra.

Prima se l’era presa con gli scarafaggi del credito privato, dicendo che quando se ne vede uno, spesso ne arrivano degli altri, riferendosi ai tanti fallimenti che il settore sta iniziando a produrre.

Martedì invece se l’è presa con un settore molto più cruciale per l’economia globale, e anche per la politica. A finire sotto inchiesta è il mercato del debito sovrano, un mercato che secondo Jamie Dimon sta lanciando segnali poco incoraggianti da tempo.

Se va come sta andando ora, ci sarà una crisi dei bond, e dovremo affrontarla. Non sono preoccupato sulla nostra capacità di affrontarla. Credo solo che la maturità dovrebbe dirci di occuparcene, invece di lasciarla accadere.

Perché Jamie Dimon è così preoccupato di una crisi dei bond? Lo ha spiegato mentre parlava in Norvegia in una conferenza ospitata dal più importante fondo sovrano del paese.

Il livello di cose che si stanno aggiungendo alla colonna dei rischi è alto: rischi geopolitici, petrolio, deficit degli stati. Potrebbero dissolversi, come problemi, ma potrebbero anche non farlo. E non sappiamo cosa potrebbe creare questa combinazione di problemi.

Un quadro piuttosto fosco. Ma cosa vuol dire esattamente crisi dei bond?

Non sarà un bel vedere

Nel caso in cui dovesse davvero presentarsi una situazione del genere, non sarebbe certamente un momento facile. Una crisi dei bond vorrebbe dire rendimenti alle stelle, paesi probabilmente non in grado di far fronte ai pagamenti, sparizione della liquidità dai mercati e – con altrettanta probabilità, intervento necessario delle banche centrali.

Non sarebbe la prima volta – succede qui e lì con una certa frequenza – ma il fatto che con ogni probabilità Jamie Dimon si riferisca anche al mondo dei bond USA non lascia spazio per essere tranquilli.

Le voci che parlano di problemi per l’economia si moltiplicano, anche se in pochi sono concordi sulla fonte di tali problemi. Paul Tudor Jones crede che arriverà dalle azioni, Jamie Dimon da una combinazione di fattori. Per citare poi Michael Burry, c’è anche un certo rischio AI che non tutti si sentono di sottovalutare.

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