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ANALISI

Debiti sovrani: ora è crisi vera. Negli USA mai così male dal 2007. Previsto doppio rialzo tassi (anche in UE)

La situazione si fa molto preoccupante. Cambio repentino di aspettative sui tassi USA.
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Il disastro dei bond sovrani passa anche e soprattutto dagli Stati Uniti. Trentennali mai così in alto dal 2007 e prospettive tetre per il futuro anche di breve periodo. Mentre non sembra che sia possibile un’inversione di breve – a meno di buone e definitive notizie dall’Iran – i mercati iniziano a prezzare al 60% la possibilità di uno o più rialzi dei tassi da qui a fine anno, almeno secondo quanto viene misurato da FedWatch Tool.

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Per chi non volesse sempre tirare in mezzo il 2007 e la più grande crisi che l’uomo moderno ricordi, basti sapere che i rendimenti sui bond a lunga scadenza degli Stati Uniti sono ormai sopra anche ai picchi toccati subito dopo l’inizio della guerra tra Russia e Ucraina. Una situazione complessivamente preoccupante, che si riflette anche su altri mercati dei bond, e che viene esacerbata anche dall’altrettanto pessima situazione in Giappone.

Tutti i bond sovrani su con i rendimenti

Lasciamo per un attimo da parte i trentennali. Anche sui dieci anni, e per gli stessi motivi, continuano i rialzi dei rendimenti. Qui una tabella che riassume il trend di tutti i principali emittenti di bond sovrani, i più rilevanti per l’economia globale.

🌍 Paese📈 Rendimento 10Y📅 Giornaliero📆 Settimanale🗓️ Mensile
🇺🇸 Stati Uniti4,6720📈 0,22%📈 0,42%📈 0,50%
🇬🇧 Regno Unito5,1200📈 0,01%📈 0,29%📈 0,64%
🇯🇵 Giappone2,8100📈 0,27%📈 0,41%📈 0,74%
🇦🇺 Australia5,1020📈 0,07%📈 0,16%📈 0,34%
🇩🇪 Germania3,1860📈 0,09%📈 0,21%📈 0,32%
🇧🇷 Brasile14,5000📈 0,48%📈 0,90%📈 0,64%
🇷🇺 Russia14,8100📈 0,19%📈 0,48%📈 0,37%
🇮🇳 India7,1120📈 0,06%📈 0,21%📈 0,54%
🇮🇹 Italia3,9660📈 0,09%📈 0,24%📈 0,45%
🇫🇷 Francia3,8250📈 0,10%📈 0,21%📈 0,26%
🇿🇦 Sudafrica8,9300📈 0,15%📈 0,59%📈 0,72%
🇨🇭 Svizzera0,5810📈 0,14%📈 0,18%📈 0,30%
Andamento rendimenti su mercato secondario dei principali bond a dieci anni.

Per chi è abituato alle variazioni del mondo crypto, i numeri che riportiamo sembreranno poca cosa. Sono invece preoccupanti sia per intensità, sia per direzione. Di tutti i principali emittenti sovrani, non ce n’è neanche uno che abbia avuto un andamento stabile in termini di rendimenti sui decennali, da almeno un mese a questa parte. Allargando l’orizzonte possiamo dirvi che – tolto il Sudafrica e tolta la Russia – non c’è neanche un paese con i rendimenti in discesa da un anno a questa parte.

Arriva la crisi del debito sovrano?

Per ora no. E non c’è alcun tipo di bisogno di fare allarmismi inutili. Tuttavia i segnali sono preoccupanti e sono in larga parte conseguenza dello stallo a Hormuz, con tutti gli effetti a cascata dovuti all’aumento dei costi del greggio, del gas e anche di tutte le altre categorie merceologiche che normalmente passano da Hormuz e che ormai da quasi tre mesi non possono farlo.

Non è comunque ancora il momento di mettersi le mani nei capelli. C’è ancora spazio prima che si arrivi ai livelli di guardia.

I mercati ormai prezzano, negli USA, uno o due rialzi dei tassi entro fine anno

Intanto però i mercati hanno iniziato a prezzare fino a due rialzi dei tassi di interesse di riferimento negli Stati Uniti da qui a entro fine 2026. Un bel benvenuto – si fa per dire – a Kevin Warsh, nuovo presidente di Federal Reserve che pensava a tutt’altra traiettoria.

tassi interesse previsoini
Mantenimento tassi attuali solo al 39,3%. Per il resto tutti puntano su uno, due tre o addirittura quattro rialzi

In queste condizioni – e se l’inflazione continuerà a farsi sentire e ad accelerare, pensare di tagliare è chiaramente fuori discussione.

Intanto Nagel di BCE ha parlato della possibilità di fare qualcosa già a giugno per l’area euro. Quel qualcosa vuol dire rialzi dei tassi – e probabilmente, a meno di clamorosi stravolgimenti, arriveranno davvero già dalla prossima riunione della Banca Centrale Europea.

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