Debiti sovrani: ora è crisi vera. Negli USA mai così male dal 2007. Previsto doppio rialzo tassi (anche in UE)
La situazione si fa molto preoccupante. Cambio repentino di aspettative sui tassi USA.
Aggiornato 19/05/2026
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Il disastro dei bond sovrani passa anche e soprattutto dagli Stati Uniti. Trentennali mai così in alto dal 2007 e prospettive tetre per il futuro anche di breve periodo. Mentre non sembra che sia possibile un’inversione di breve – a meno di buone e definitive notizie dall’Iran – i mercati iniziano a prezzare al 60% la possibilità di uno o più rialzi dei tassi da qui a fine anno, almeno secondo quanto viene misurato da FedWatch Tool.
Per chi non volesse sempre tirare in mezzo il 2007 e la più grande crisi che l’uomo moderno ricordi, basti sapere che i rendimenti sui bond a lunga scadenza degli Stati Uniti sono ormai sopra anche ai picchi toccati subito dopo l’inizio della guerra tra Russia e Ucraina. Una situazione complessivamente preoccupante, che si riflette anche su altri mercati dei bond, e che viene esacerbata anche dall’altrettanto pessima situazione in Giappone.
Tutti i bond sovrani su con i rendimenti
Lasciamo per un attimo da parte i trentennali. Anche sui dieci anni, e per gli stessi motivi, continuano i rialzi dei rendimenti. Qui una tabella che riassume il trend di tutti i principali emittenti di bond sovrani, i più rilevanti per l’economia globale.
| 🌍 Paese | 📈 Rendimento 10Y | 📅 Giornaliero | 📆 Settimanale | 🗓️ Mensile |
|---|---|---|---|---|
| 🇺🇸 Stati Uniti | 4,6720 | 📈 0,22% | 📈 0,42% | 📈 0,50% |
| 🇬🇧 Regno Unito | 5,1200 | 📈 0,01% | 📈 0,29% | 📈 0,64% |
| 🇯🇵 Giappone | 2,8100 | 📈 0,27% | 📈 0,41% | 📈 0,74% |
| 🇦🇺 Australia | 5,1020 | 📈 0,07% | 📈 0,16% | 📈 0,34% |
| 🇩🇪 Germania | 3,1860 | 📈 0,09% | 📈 0,21% | 📈 0,32% |
| 🇧🇷 Brasile | 14,5000 | 📈 0,48% | 📈 0,90% | 📈 0,64% |
| 🇷🇺 Russia | 14,8100 | 📈 0,19% | 📈 0,48% | 📈 0,37% |
| 🇮🇳 India | 7,1120 | 📈 0,06% | 📈 0,21% | 📈 0,54% |
| 🇮🇹 Italia | 3,9660 | 📈 0,09% | 📈 0,24% | 📈 0,45% |
| 🇫🇷 Francia | 3,8250 | 📈 0,10% | 📈 0,21% | 📈 0,26% |
| 🇿🇦 Sudafrica | 8,9300 | 📈 0,15% | 📈 0,59% | 📈 0,72% |
| 🇨🇭 Svizzera | 0,5810 | 📈 0,14% | 📈 0,18% | 📈 0,30% |
Per chi è abituato alle variazioni del mondo crypto, i numeri che riportiamo sembreranno poca cosa. Sono invece preoccupanti sia per intensità, sia per direzione. Di tutti i principali emittenti sovrani, non ce n’è neanche uno che abbia avuto un andamento stabile in termini di rendimenti sui decennali, da almeno un mese a questa parte. Allargando l’orizzonte possiamo dirvi che – tolto il Sudafrica e tolta la Russia – non c’è neanche un paese con i rendimenti in discesa da un anno a questa parte.
Arriva la crisi del debito sovrano?
Per ora no. E non c’è alcun tipo di bisogno di fare allarmismi inutili. Tuttavia i segnali sono preoccupanti e sono in larga parte conseguenza dello stallo a Hormuz, con tutti gli effetti a cascata dovuti all’aumento dei costi del greggio, del gas e anche di tutte le altre categorie merceologiche che normalmente passano da Hormuz e che ormai da quasi tre mesi non possono farlo.
Non è comunque ancora il momento di mettersi le mani nei capelli. C’è ancora spazio prima che si arrivi ai livelli di guardia.
I mercati ormai prezzano, negli USA, uno o due rialzi dei tassi entro fine anno
Intanto però i mercati hanno iniziato a prezzare fino a due rialzi dei tassi di interesse di riferimento negli Stati Uniti da qui a entro fine 2026. Un bel benvenuto – si fa per dire – a Kevin Warsh, nuovo presidente di Federal Reserve che pensava a tutt’altra traiettoria.

In queste condizioni – e se l’inflazione continuerà a farsi sentire e ad accelerare, pensare di tagliare è chiaramente fuori discussione.
Intanto Nagel di BCE ha parlato della possibilità di fare qualcosa già a giugno per l’area euro. Quel qualcosa vuol dire rialzi dei tassi – e probabilmente, a meno di clamorosi stravolgimenti, arriveranno davvero già dalla prossima riunione della Banca Centrale Europea.
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