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"Alzare i tassi per la credibilità di BCE": parla l'ago della bilancia greco e non ha buone notizie per voi

I tassi sono fermi da tempo in UE. A giugno però - dice Stournaras - alzarli sarà questione fondamentale. Ecco perché.

16:52 • Aggiornato 10/06/2026

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Pubblicato 24/05/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Sarà una questione di credibilità, almeno secondo quanto ha affermato il governatore della banca centrale greca Yannis Stournaras. Il prossimo appuntamento di BCE per le decisioni che riguardano la politica monetaria dovrà pertanto risultare in un rialzo di almeno 25 punti base, anche se questo avrà – afferma il greco – delle importanti ripercussioni per la popolazione.

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Sarà una questione di credibilità, dicevamo, perché di fronte a prezzi in forte rialzo – e all’assenza di soluzioni al conflitto iraniano – per Stournaras non ci saranno molte alternative. Per quanto i costi saranno eventualmente alti, perdere la credibilità come banca centrale sarebbe ancora più disastroso.

“Probabilmente dovremo alzare i tassi a giugno

Quanto riporta Bloomberg non è certamente musica per le orecchie degli europei. In un breve stralcio Yannis Stournaras – che ha una posizione intermedia tra falchi e colombe all’interno di BCE – ha affermato:

Un rialzo dei tassi di interesse ha un costo – per le persone, per l’occupazione – ed è per questo che spero che non dovremo farlo. Ma se la situazione continua e non alziamo i tassi, sarà problematico. Sia per la credibilità di BCE sia per la nostra funzione di reazione, probabilmente dovremo rialzare i tassi a giugno.

Affermazioni che però sono arrivate prima che – nel cuore della notte – Donald Trump ha comunicato il (quasi) raggiungimento di un accordo con l’Iran, accordo che è stato smentito da Teheran per ora ma che i mercati hanno recepito come possibile.

Se ci sarà un accordo – potremmo vedere i prezzi dell’energia scendere molto rapidamente – e i tassi potrebbero dunque rimanere dove sono. In assenza però di accordo, potrebbero salire ancora di più e l’inflazione diventerebbe molto più preoccupante.

Aggiungendo poi di ritenere l’inflazione sticky – e dunque destinata a produrre effetti ancora a lungo – anche a prescindere dalla situazione di Hormuz.

Una situazione che complessivamente preoccupa non solo Stournaras, ma il grosso dei partecipanti alle riunioni di BCE che poi decidono sui tassi di interesse.

L’accordo riuscirà a fermare i rialzi?

Dipende innanzitutto dall’esistenza effettiva dell’accordo. Trump ha detto che mancherebbero pochi dettagli da definire, gli iraniani, tramite le loro agenzie, hanno risposto che in realtà la distanza è ancora molta.

Saranno ore importanti, tra le altre cose a mercati chiusi lunedì negli USA per il Memorial Day. Le seguiremo insieme anche sul nostro Canale Telegram VIP – al quale puoi accedere anche in prova, adesso, gratuitamente.

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Caporedattore e Content Strategy

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  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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