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Plasma XPL crypto token trading

Plasma si rialza dai minimi: XPL fa +20%, ma il progetto di casa Tether ha ancora qualche problema

Buona reazione di XPL dopo diversi mesi bearish. Plasma tenta un recupero, ma il processo potrebbe rivelarsi più complesso del previsto.
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Nelle ultime 24 ore XPL, token nativo della blockchain di Plasma, ha registrato un ottimo +20% sul grafico, andando a sancire un doppio minimo nella zona degli $0,08. I prezzi della moneta sono in forte recupero dopo gli ultimi mesi ribassisti di price action, mentre sul fronte Bitcoin continuano ad avere la meglio gli orsi, con le quotazioni in stallo sotto i $75.000.

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Plasma è una rete L1 lanciata in mainnet a settembre dello scorso anno sotto la guida di Tether e Bitfinex, pensata proprio per espandere l’adozione di USDT nella sua versione cross-chain USDT0. Il progetto era partito alla grande, riscuotendo subito una grande attenzione mediatica e attirando miliardi di liquidità sin dal debutto, ma poi qualcosa è iniziato ad andare storto.

Nonostante il rialzo di oggi di XPL, restano ancora diversi problemi strutturali e alcune metriche on-chain che fanno riflettere.  

XPL guadagna il +20%, ma il grafico è ancora schiacciato al ribasso

Il primo punto che dovrebbe mettere in guardia gli investitori di fronte a questo pump improvviso di XPL riguarda lo storico del grafico. Anche dopo l’ultimo rialzo della moneta, la chart rimane palesemente schiacciata al ribasso, con i prezzi che perdono il -94% dai massimi di fine settembre 2025.

Al TGE il token di Plasma aveva iniziato molto bene le contrattazioni, andando subito a stampare un X2 dai prezzi di listing, fino a toccare il top a $1,68. Da lì in poi però, l’andamento speculativo è stato a senso unico, con i ribassisti che hanno preso il sopravvento trascinando in una lunga serie di minimi decrescenti su time frame giornaliero.

Oggi i volumi e l’open interest sono in forte espansione, e questo potrebbe dare uno spunto per un follow-up della domanda nelle prossime sessioni, ma la strada per un recupero a pieno regime resta lunga. Da notare anche la grossa liquidazione dei long registrata a inizio aprile, quando molti trader sono stati presi in contropiede durante un pullback da $0,16 a $0,12, segno di una price action dominata dal lato ask.

XPL prezzo crypto Plasma
XPL metriche del mercato futuresFonte dati: https://chart.kiyotaka.ai

Molti investitori avevano puntato su XPL nel Q4 2025, credendo che la vicinanza con Tether e l’ambizioso piano di minacciare l’espansione di Tron avrebbero potuto portare ad un esito diverso sul grafico. Vista la pesante discesa che ne è seguita, è logico pensare che il sentiment sia ancora pessimo in questo momento, con molte posizioni ancora fortemente underwater e pronte ad essere scaricate alla prima occasione buona.

Liquidità in contrazione su Plasma: l’idea di una chain focalizzata sulle stablecoin non ha funzionato

Il secondo elemento critico dell’ecosistema Plasma e del suo token XPL riguarda la progressiva contrazione della liquidità in stablecoin sulla chain. Pensate che al lancio della mainnet la rete aveva debuttato con un bootstrap iniziale di 2 miliardi di dollari, poi cresciuto fino a circa 6 miliardi nel giro di pochi giorni, per poi però precipitare in una lunga discesa.

Ad oggi troviamo appena 826 milioni di dollari di TVL su Plasma, di cui praticamente la quasi totalità nella stablecoin USDT0. Non esattamente il risultato che molti si aspettavano a distanza di 9 mesi dal lancio, e a maggior ragione considerando il focus specifico della chain nell’ambito delle stablecoin.

Plasma metriche on-chain
TVL e supply stablecoin su PlasmaFonte dati: https://defillama.com

A questo si aggiunge un altro dettaglio alquanto macabro, che riguarda la bassissima redditività della chain. Nelle ultime 24 ore la rete ha raccolto appena $31 di fees, il tutto dopo essere partita con un FDV del token XPL a quasi 10 miliardi di dollari. Parliamo di una differenza in termini di price to earnings davvero pesante, soprattutto dopo aver raccolto circa 400 milioni di finanziamenti prima del lancio.

Di fronte a queste metriche non è affatto realistico ipotizzare un recupero dell’ecosistema, specialmente in un periodo del genere dove vige la narrativa del “revenue meta” sul mondo blockchain. Per rendere l’idea, un altro L1 come Hyperliquid produce oltre 2 milioni di dollari al giorno di commissioni.

Il basso flottante di XPL: tanta offerta ancora da sbloccarsi

L’ultimo problema che deve affrontare Plasma è l’alta inflazione del suo token XPL, fattore che rischia di complicare la price action più di quanto già lo sia. Ad oggi infatti solo il 18% della supply del crypto asset appare effettivamente in circolazione. La differenza verrà colmata progressivamente con i prossimi unlock, a spese degli attuali detentori.

Questo rischia di portare ulteriore pressione di vendita sui grafici, visto che ai prezzi attuali troviamo oltre 800 milioni di dollari in XPL pronti ad essere scaricati. Il problema è proprio di default sulla tokenomics: Plasma è partita con un’impostazione “high FDV low float”, ossia con una valutazione iniziale molto alta e un flottante basso, tipica di molte blockchain fallimentari.

In altri termini, al TGE la moneta ha avuto vita facile grazie a un circolante basso, ma adesso deve sopportare tanta nuova offerta in arrivo con i prossimi unlock, che si aggiunge ad una pressione di vendita già persistente sulle negoziazioni. Si tratta di una condizione specifica di molti progetti nati negli ultimi anni, finiti tutti con performance ben al di sotto delle aspettative, con grafici che sanguinano pesantemente.

Dunque, il +20% di XPL dovrebbe essere preso molto con le pinze, anche se il token sta effettivamente uscendo da una zona grafica molto interessante. Come si dice in gergo: “una rondine non fa primavera”, e anche questo rialzo potrebbe essere solo un’eccezione rispetto alla price action futura del token di Plasma.

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