I mercati azionari hanno archiviato una settimana in forte calo, con Wall Street travolta dal violento selloff sui semiconduttori di venerdì. Il movimento si affianca al crollo delle crypto che con Ethereum e Bitcoin hanno segnato nuovi minimi annuali. Cresce anche l’incertezza globale con tensioni sui rendimenti e tassi di interesse. Inoltre, nel weekend lo scenario geopolitico è peggiorato, con il lancio di missili tra Stati Uniti e Iran in ritorsione al proseguire degli scontri tra Israele e Libano.
Tensioni Iran-USA tengono alta la tensione e rischio ribasso
Nel weekend dopo i minimi annuali c’è stato un tentativo di rimbalzo delle crypto ieri, poi riassorbito dalle bad news sul lancio di missili da parte dell’Iran. Bitcoin attualmente a quota 62.700 USDT, con un calo del -0,6% sul daily dopo che ha chiuso la settimana a -14%, la peggiore dal marzo 2025. Il crollo di BTC si attesta ora a un -28,17% da inizio 2026.

Dopo i minimi annuali anche Ethereum ieri ha tentato un rimbalzo ma oggi cede il -1,25% al prezzo di 1.660 USDT e arretra del -43,76% da inizio anno. Sul grafico allegato sono evidenziati i principali livelli di resistenza per dare un segnale di ripartenza.
Solana il fanalino di coda, controtendenza HYPE e TRX
In allegato riportiamo un andamento delle performance delle principali crypto della Top 10 per market cap con gli andamenti delle performance dal daily all’annuale. Il token più colpito resta Solana (SOL), giù del -47,1% da inizio 2026.

In controtendenza spiccano Hyperliquid, in rialzo del +140,24% nel 2026, e Tron positivo sia sul breve sia sull’orizzonte annuale. Da inizio giugno non si registra un segno positivo per nessun token, con il calo peggiore per Zcash a causa di un bug.
Wall Street affonda sul taglio dei tassi
Pomeriggio di follia a Wall Street nell’ultima seduta della settimana. I dati sul mercato del lavoro americano, più solidi delle attese, hanno travolto i listini. Il Nasdaq ha perso il –4,20% mentre l’S&P 500 il -2,6%. Un’occupazione così in salute esclude ogni ipotesi di taglio dei tassi nel 2026. Il Dow Jones è quello che ha perso meno con un -1,30% indicando una rotazione verso i titoli più tradizionali e difensivi. A evidenziare l’ampiezza del tonfo c’è il boom VIX che è esploso a 21,51, +39,68%. Le aperture odierne dei futures sono contrastate dopo un calo si registra un rimbalzo dai supporti.

La rotazione dai titoli AI era già partita con Broadcom, crollata dopo una trimestrale che non ha convinto e il 4 giugno aveva già perso un -12,59%. Proprio Marvell è stata tra le peggiori, con un ribasso del -10,13% nella seduta del 5 giugno, seguita da Micron al -9,11%. A picco anche Meta, giù del -7% dopo l’ipotesi di una nuova emissione di azioni, mentre Intel ha perso circa il -6%. Pesante pure Nvidia, scivolata del -4,82%.

Occhi sul dato dell’inflazione
Ora il mercato guarda ai dati USA. Mercoledì 10 giugno arriva il CPI di maggio, l’inflazione sarà il vero spartiacque della settimana. Giovedì 11 giugno toccano PPI e richieste di sussidio di disoccupazione. Letture sopra le stime allontanerebbero ancora i tagli dei tassi, con la Fed di Kevin Warsh che si riunirà il 16 – 17 giugno, che dovrà occuparsi dei prezzi più che di sostenere la crescita.
Tensione geopolitica e petrolio sotto pressione
La tregua tra Stati Uniti e Iran, mediata dal Pakistan, è fragile e priva di un vero accordo di pace. Nel weekend nuovi scambi di missili e droni nel Golfo, mentre Israele ha colpito obiettivi in Iran. Lo Stretto di Hormuz resta di fatto bloccato formalmente ma continuano i transiti di petroliere a singhiozzo, sostenendo il premio di rischio su Brent e WTI nonostante la domanda debole.
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