Sono più di 200 le società e organizzazioni del comparto crypto che hanno firmato una lettera inviata al Senato USA. Nella missiva si chiede l’urgente approvazione del Clarity Act, la legge che regolamenterà il mondo delle criptovalute negli Stati Uniti. Una legge che per il momento non è ancora stata calendarizzata per la discussione, con la possibilità che venga approvata prima delle midterm che si assottiglia ogni giorno che passa.
Si compatta il mondo crypto, che in questa legge ha riposto grandi speranze per un’evoluzione del contesto normativo negli USA e che però è arenata anche a causa di scontri che riguardano l’impegno finanziario della famiglia Trump nel comparto. Un punto di discussione, questo, che sta inasprendo il livello dello scontro tra democratici e repubblicani.
Anche Coinbase e Ripple tra i firmatari
La lettera dell’associazione Stand with Crypto vede tra i firmatari tutti i grandi gruppi del settore crypto negli Stati Uniti, a partire da Coinbase e Ripple, che sono forse tra i due che hanno maggiori interessi collegati al passaggio della legge.
Nella lista compaiono anche tanti progetti DeFi: su tutti AAVE, ZKsync, Plume – che indicano così l’interesse anche dal mondo più decentralizzato al passaggio della legge, nonostante ci siano state in passato polemiche importanti sulle scarse tutele che il Clarity Act offre appunto alle strutture meno centralizzate.
Non è chiaro per il momento che tipo di effetti possa sortire la lettera, che è segno comunque di compattezza di un comparto che invece, nelle prime fasi della discussione, compatto non era.
I tempi sono stretti
Con la senatrice Cynthia Lummis che ha affermato che difficilmente la legge si potrà discutere prima del 4 luglio – i tempi si confermano relativamente lunghi e probabilmente insufficienti per un’approvazione prima delle elezioni midterm. Elezioni che dovrebbero vedere il ritorno dei democratici alla maggioranza sia nella House sia nel Senato. Una maggioranza a trazione dem che sarebbe di ostacolo al passaggio della legge.
I punti di attrito principali sono sui rendimenti delle stablecoin eventualmente offerti dagli exchange e sugli interessi della famiglia Trump nel comparto. I democratici vorrebbero inserire commi che impediscono ai membri del governo di avere investimenti nel comparto – ipotesi per ora irricevibile per i repubblicani.
Di tempi per l’accordo, comunque, non ce ne sono più. Ed è da qui che nasce probabilmente la necessità di testimoniare il sostegno alla legge da parte dei più di 200 firmatari.
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