Secondo quanto è stato riportato da Nikkei Asia, è praticamente certo il rialzo dei tassi da parte di Bank of Japan, durante la riunione che si terrà dal 15 al 16 giugno prossimi. I tassi di riferimento in Giappone arriveranno dunque all’1,0%, con quelli USA che dovrebbero rimanere fermi e con la decisione di BCE che invece appare, per il momento, la più incerta. I rialzi dei tassi in Giappone sono molto temuti dagli investitori nei mercati risk on, dato che in concomitanza di certe decisioni di BoJ le reazioni tendono ad essere piuttosto scomposte.
I tassi in Giappone sono ancora relativamente bassi e lo saranno anche dopo l’eventuale rialzo. Il governo e la banca centrale lottano ancora contro un livello di short molto elevato e il sospetto che la circolazione della notizia in anticipo sia anche per ottenere una sorta di effetto annuncio è… concreto.
Cosa deciderà Bank of Japan e perché interessa così tanto i trader
Secondo Nikkei Asia, in genere molto informato sulle questioni che riguardano i mercati del Lontano Oriente, Bank of Japan avrebbe già raggiunto la maggioranza sufficiente per il rialzo dei tassi durante la prossima riunione. Il comunicato arriverà il 16 giugno, quando in Italia saranno le prime ore del mattino e prima che aprano le borse europee.
Gli effetti, nonostante si tratti di un aumento telefonato, possono essere dirompenti. Una quantità importante di capitali che sono investiti anche presso le borse occidentali sono ottenuti sfruttando proprio i tassi bassi storicamente praticati in Giappone.
Il rischio è quello – per i più preoccupati – di trovarsi in una situazione simile a quella dell’agosto 2024, quando un rialzo imprevisto dei tassi portò, nel giro di 72 ore, a una delle più ampie correzioni che si ricordino in questo ciclo.
Ci sono delle differenze importanti
Ci sono però delle differenze importanti rispetto a quella fase, delle quali si dovrà senza dubbio alcuno tenere considerazione. In quel caso si trattò infatti di un rialzo dei tassi a sorpresa, che Ueda Kazuo organizzò anche nel tentativo di cogliere di sorpresa i tanti short presenti sul mercato dello yen.
Questa volta il rialzo sembrerebbe essere – ammesso che si decida in questo senso – più telefonato. E dunque potenzialmente anticipato dai mercati.
Contro questa tesi però gioca un mercato dello yen contro le principali valute che è statico – e che dunque segnala un messaggio non recepito da parte di quegli speculatori (così li chiama Ueda Kazuo) che sarebbero la fonte di tutti i mali di Tokyo. O quasi.
C’è poi un’altra incognita: secondo i bene informati infatti Bank of Japan starebbe riconsiderando il suo piano di acquisti di bond sovrani. E questo potrebbe essere un annuncio più shock di quello sui tassi.
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