Tre grandi banche giapponesi sarebbero pronte ad avviare transazioni commerciali utilizzando una stablecoin sullo yen in fase di lancio. Questo secondo un comunicato stampa congiunto di MUFG, Mizuho e Sumitomo, che emetteranno la stablecoin in una sorta di consorzio, seguendo un percorso che in Europa è stato già intrapreso da Qivalis.
Il lancio dovrebbe avvenire, sempre secondo quanto riporta il comunicato, già nell’anno fiscale 2026. Un’accelerazione importante sulle criptovalute da parte dei principali istituti bancari giapponesi. Oggi partirà il pilota di Shinsei, che offrirà criptovalute gratis alla clientela in cambio dei classici depositi in yen. I clienti che parteciperanno al progetto pilota, riceveranno dei coupon che potranno convertire in Bitcoin, Ethereum o Ripple.
Il progetto per una stablecoin sullo yen
Il progetto non riguarda soltanto la possibilità di movimentare denaro in forma di stablecoin, ma anche l’emissione di una criptovaluta ancorata al valore dello yen. Le tre grandi banche giapponesi – che coprono insieme la quasi totalità della popolazione e delle imprese – si riuniranno in un consorzio, che ha come obiettivo quello appunto di lanciare transazioni live già durante questo anno fiscale.
Non è un percorso anomalo: in Europa abbiamo già Qivalis, consorzio al quale partecipano più di 30 banche che lancerà nella seconda metà del 2026 una stablecoin ancorata all’euro, che verrà però utilizzata principalmente – almeno questo è dato capire al momento – per operazioni B2B.
Sul tema abbiamo intervistato in esclusiva Alexander Hoptner di AllUnity, società che vede anche la partecipazione di Deutsche Bank tramite DWS, che ha già commercializzato soluzioni di questo tipo.
È l’era delle stablecoin
Le stablecoin possono offrire pagamenti rapidi e basso costo, su un’infrastruttura economica che non è carico delle banche. Una combinazione di fattori che, unita alla domanda dalla parte della clientela, le rende particolarmente attrattive ormai anche per il settore bancario più tradizionale.
All’apertura alle stablecoin hanno inoltre contribuito le regolamentazioni: il MiCA (seppur qualcuno ne chieda già un’ampia revisione) in Europa, il GENIUS Act negli USA e altre aperture anche a Oriente.
Una situazione idilliaca, che non ha aiutato per ora granché il mercato crypto, ma che è senza dubbio alcuno uno dei trend più importanti di questo ciclo.
Anche in Europa, dove esiste una concreta proposta per il lancio di una valuta digitale emessa direttamente da BCE, la strada sembra in realtà segnata.
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