L’uomo che shorta le bolle, Michael Burry, sta pensando a una vendita allo scoperto su SpaceX, l’azienda di Elon Musk recentemente arrivata in borsa e che è già in top 5 della speciale classifica della capitalizzazione di mercato. C’è però un problema, che potrebbe fargli cambiare idea. No, non è una questione di quanto ancora possa correre il titolo SPCX, che oggi, dopo aver toccato i 220$, ha poi corretto del 10%, chiudendo gli scambi poco sopra i 200$.
Sul suo Substack, Burry ha ammesso di non avere alcuna posizione. Né short, né long. C’è però un motivo. Le opzioni su SPCX hanno per ora dei costi troppo elevati. Segnale di un mercato ancora troppo poco liquido? O dell’incertezza dei mercati in quella che dovrebbe essere, ancora per un po’, una fase di price discovery?
Si paga troppo per andare short tramite opzioni
Michael Burry l’ha spiegato in modo semplice. Le opzioni put con strike a 100$ per dicembre 2028 costano 25$ per contratto. Sono prezzi troppo elevati che però potrebbero scendere se SpaceX dovesse stabilizzarsi in quota 200-250$. Per adesso dunque nessun movimento (a causa dei costi – e non della convinzione).
Tuttavia, l’opinione di Michael Burry riguardo SpaceX è tra le più dure:
È fondamentalmente una piccola azienda spaziale, una società di telecomunicazioni di nicchia, un social network tormentato e una Coreweave leggera.
Giudizio tranchant: non ci sarebbe nulla di grande valore in SpaceX e dunque in grado di sostenere le valutazioni attuali. Opinione evidentemente diversa da quella che invece i mercati sembrerebbero avere del titolo.
| Data | Chiusura | Apertura | Massimo | Minimo |
|---|---|---|---|---|
| 12 giugno | 160,95$ | 135-150$* | 176$ | 149$ |
| 15 giugno | 192,5$ | 171,7$ | 193$ | 168$ |
| 16 giugno | 201,8$ | 200$ | 225$ | 195$ |
Michael Burry, per indicare la proporzione della corsa (irragionevole?) di SpaceX ha anche fatto il paragone con la capitalizzazione di mercato di Berkshire Hathaway.
Berkshire Hathaway è stata superata di 2 volte e mezzo in tre giorni.
Un business che è stato costruito quasi nel corso di un secolo, da parte – ricorda ancora Burry – di uno degli investitori più grandi di sempre.
Tanti pareri bearish, ma il titolo…
I pareri bearish sono tanti. Oltre a quello di Burry, abbiamo già visto sulle pagine di questo giornale quella di Morningstar – che ha un target di 63$. Ne arriveranno probabilmente delle altre, in concomitanza con l’avvio delle coperture di centri di analisi e banche che non sono direttamente coinvolte con le operazioni finanziarie del titolo.
Per ora però il mercato è stato fortemente rialzista. Non si è curato dello sblocco progressivo di azioni che arriverà nei prossimi mesi. Non si è curato dei (pessimi?) numeri delle trimestrali e non si è neanche curato di allarmi come quello di Michael Burry. Segnale che l’hype è davvero alle stelle, anche grazie alle tempistiche con le quali SpaceX sta annunciando “novità”.
Ieri è arrivata l’acquisizione di Cursor, per 60 miliardi di dollari – che ha contribuito a parte della corsa che ha portato il titolo fino a 225$ (salvo poi correggere e chiudere la giornata di scambi sui 200$). Probabilmente arriveranno altre notizie e altri movimenti a orologeria, nel tentativo di sostenere queste quotazioni stellari.
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