Durante la settimana si è tornati a parlare di quantum, un tema che tra le altre cose interessa anche Bitcoin e altri protocolli crypto. I quantum computer saranno in futuro in grado di rompere parte della crittografia utilizzata dai protocolli blockchain – oltre che al grosso della crittografia che utilizziamo per mettere al sicuro oggi comunicazioni e anche movimenti di denaro. A parlare con CNBC è stato infatti Peter DeSantis, che è da qualche tempo a capo della divisione di Amazon che si occupa di queste tecnologie.
Per il leader della divisione quantum di Amazon, saremmo a soli 5-7 anni dal primo quantum computer in grado di avere applicazioni commerciali. Qualche settimana fa, Microsoft aveva invece parlato del 2029, mentre l’anno scorso Jensen Huang aveva parlato di almeno 15 anni prima di avere applicazioni commerciali interessanti.
È un problema per Bitcoin?
Nella sua intervista a CNBC DeSantis non ha mai fatto riferimento alla possibilità di superare certi schemi di crittografia:
I problemi ai quali penso come primi candidati a essere risolti sono quelli quantum-based, come chimica, scienza dei materiali. Questi sono problemi che non possiamo superare con simulazioni avanzate sui computer classici e che quando avremo dei quantum computer avranno degli avanzamenti significativi.
Nessun riferimento dunque alla crittografia, che è invece il tema che interessa di più sia gli appassionati di Bitcoin, sia invece quelli di altri network. Problemi che comunque riguardano anche il settore bancario classico e più in generale quello delle comunicazioni.
La legge di Moore applicata anche al quantum
Forse l’aspetto più interessante dell’intervista allo specialista di Amazon riguarda lo sviluppo che vedremo in questo campo tecnologico. DeSantis ha parlato di possibilità di applicazione della legge di Moore.
Da lì in avanti [dalla creazione del primo quantum computer commerciale] vedremo qualcosa che assomiglierà molto alla Legge di Moore. Diventeranno sempre più grandi anno dopo anno, e potremo risolvere problemi sempre più interessanti.
Bitcoin è già in pericolo?
In realtà la discussione sul passaggio a crittografia quantum safe riemerge ciclicamente, anche allo scopo di accelerare certe decisioni e avanzamenti. Di tempo ce n’è ancora, anche se diversi protocolli hanno deciso di muoversi in anticipo.
Ethereum ha già creato la sua task force, Algorand ha annunciato ieri la sua road map e altri protocolli seguiranno a breve.
C’è anche una forte spinta commerciale affinché il problema – se così vogliamo chiamarlo – venga rappresentato forse per più grande di quanto sia davvero.
Rimarrà comunque – come si suol dire – una situazione da monitorare. Gli investimenti delle big tech infatti si stanno facendo corposi, con una corsa che ricorda, anche se in sedicesimo, quella alla quale abbiamo già assistito per il settore AI.
Curiosamente, le azioni pure del settore quantum, si sono comportate in modo molto simile a Bitcoin da ottobre 2025 in poi.
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