Nonostante abbia guadagnato centinaia di milioni nel mondo crypto da quando è stato eletto, ha anche lui qualche scheletro in perdita nell’armadio. Parliamo del clan dei Trump, che ha dovuto mettere in atto un reverse stock split per American Bitcoin, società che opera come tesoreria Bitcoin e al tempo stesso è attiva nel mondo del mining. Il reverse stock split si è reso necessario affinché il titolo mantenga il listing al Nasdaq.
La situazione è quella che è: il titolo scambia sotto i 65 centesimi di dollaro, al 40% in meno di quanto è necessario per rimanere listati sul Nasdaq, che impone il mantenimento di un valore per il singolo titolo superiore a 1 dollaro. Il titolo, ai massimi, era arrivato a valere più di 9 dollari e ha perso, da quel picco, oltre il 90%.
Cosa sta succedendo al “gioiello del mining” della famiglia Trump?
Sta accadendo a grandi linee quanto abbiamo visto accadere al mondo delle DAT, ovvero le tesorerie che investono tutto in Bitcoin. Mercati che ritengono le azioni di questi gruppi come una sorta di $BTC a leva e che, in occasione del calo importante di prezzo di Bitcoin, hanno punito i titoli in questione.
Il titolo è sceso da marzo sotto il dollaro, che è il prezzo minimo che Nasdaq impone alle società che vogliono rimanere quotate presso i propri listini. Ora il gruppo ha come unica alternativa riportare il prezzo sopra questa soglia e lo farà con un reverse stock split, ovvero consolidando 15 azioni in una, e moltiplicandone il prezzo per 15.
Difficoltà anche per chi ha guadagnato molto dalle crypto?
I mercati non perdonano nessuno, neanche chi può vantare dalla sua parte il presidente degli Stati Uniti. American Bitcoin è una joint venture tra uno dei figli del presidente e il miner canadese Hut8, nata all’apice delle treasury su Bitcoin e su altre crypto e che però – nonostante l’inclusione nel cerchio magico della famiglia presidenziale – non sembra abbia avuto molta fortuna.

Di tempo per invertire la rotta ce n’è certamente ancora. Il prezzo di Bitcoin non ha aiutato, così come non ha aiutato un sentiment intorno al settore che è stato fortemente negativo per settimane.
In tanti però si stanno chiedendo – correttamente – se sia davvero il caso o meno di investire in società che detengono Bitcoin invece di andare per le vie brevi.
American Bitcoin non è l’unica DAT in difficoltà in termini di prezzo in borsa. Anche le performance di diverse altre, su Bitcoin o su crypto secondarie, hanno lasciato molto a desiderare, fatti salvi pochi casi.
Tutto questo mentre gli ingenti guadagni di Donald Trump nel mondo crypto sono ora calcolabili e fonte di importante scontro politico negli USA.
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