Si è dichiarato colpevole per frode e riciclaggio di denaro presso il Dipartimento di Giustizia americano nella giornata di martedì 30 giugno, e ora rischia fino a oltre 30 anni di carcere. Stiamo parlando di Christopher Alexander Delgado, cittadino americano 34enne residente in Florida, che tra il 2023 e il 2026 avrebbe messo in piedi uno schema Ponzi in grado di sottrarre oltre 400 milioni di dollari agli sfortunati investitori che vi hanno partecipato.
La società, chiamata Goliath Ventures (ex Gen-Z Venture Firm), avrebbe promesso agli utenti guadagni miracolosi tramite investimenti in “liquidity pools crypto” e strategie a basso rischio. Peccato però che quegli stessi profitti venissero pagati con i soldi degli ultimi entrati, come in tutte le classiche truffe o catene di Sant’Antonio, fino a che la baracca non è saltata in aria.
Nel frattempo il CEO dell’azienda avrebbe bruciato gran parte del denaro delle vittime in orologi di lusso, macchine sportive e ville di pregio, lasciando una fetta di capitale molto piccola su cui piangere. Ora la palla passa alle autorità giudiziarie statunitensi, che nelle prossime settimane dovranno definire la pena definitiva dell’imputato, oltre a completare le procedure di sequestro.
Schema Ponzi da 400 milioni di dollari: il fondatore si dichiara colpevole
Christopher Alexander Delgado ha ammesso la propria responsabilità dinanzi ai pubblici ministeri del DOJ nel corso dell’udienza di martedì 30 giugno, secondo quanto riportato in conferenza stampa dalle autorità statunitensi. Il CEO dello schema Ponzi Goliath Ventures era già stato arrestato a febbraio di quest’anno dagli agenti federali in Florida, con accuse multiple a suo carico, ma ora con la dichiarazione di colpevolezza si chiude ufficialmente la fase di inchiesta principale.
Nel corso degli ultimi 3 anni Goliath ha raccolto circa 400 milioni di dollari dagli investitori, promettendo rendimenti mensili garantiti compresi tra il 3% e l’8%, il tutto condito dall’etichetta di una strategia “a basso rischio”. Un’opportunità fin troppo bella per essere vera, che avrebbe potuto magicamente moltiplicare – sulla carta – 10.000 dollari in circa 170.000 nell’arco di 3 anni, considerando un rendimento composto nello scenario più ottimistico.
I fondi sarebbero dovuti essere investiti nelle pool di liquidità della DeFi, che però chi ci legge sa che non rendono così tanto, se non dovendo sottostare a rischi non indifferenti su token altamente volatili. Il Ponzi invece prevedeva che i fondi degli utenti sarebbero serviti a finanziare eventi di marketing e beni di lusso per il team, oltre a pagare le cedole ai primi entrati nel sistema.
Ville, Lamborghini e uno stile di vita sontuoso: ecco come venivano spesi i soldi delle vittime
Le carte dei documenti processuali parlano ora di una stima di almeno 250-328 milioni di dollari spariti dai bilanci dell’azienda. Tutti capitali che sono stati impiegati da Delgado per acquistare immobili sfarzosi, auto sportive come Lamborghini e Rolls-Royce, oltre a vari orologi e altri beni di estremo lusso.
Ora però lo stesso ideatore dello schema Ponzi si è visto sequestrare tutto ciò che deriva dalla condotta illecita dell’azienda, con resoconti che parlano di: 8 ville, 11 veicoli, 30 orologi, oltre 50 borse firmate, 29 gioielli e diversi conti in fiat e crypto. Rimane tuttavia un buco contabile da saldare, che rappresenta un grosso danno economico per gli investitori, nonché un profondo rammarico per una truffa che, con un minimo di buon senso e maggiore sorveglianza da parte delle autorità competenti, poteva forse essere evitata.
Una parte degli investitori danneggiati dallo schema Ponzi ha oltretutto intentato una causa contro JPMorgan per aver permesso a Goliath di effettuare depositi per circa 253 milioni presso la banca americana, senza segnalare alcuna attività sospetta.
Intanto, la stessa Goliath ha presentato istanza di fallimento, nell’ambito della procedura Chapter 11, che ormai dovrebbe essere abbastanza nota al pubblico del settore crypto, visti i numerosi casi di aziende cadute in bancarotta negli Stati Uniti negli ultimi anni. L’udienza per la sentenza di Delgado è fissata per l’8 ottobre: il floridiano rischia di passare il resto della propria vita dietro le sbarre, con possibili pene fino a 20 anni per ogni reato di frode, in aggiunta a 10 anni per riciclaggio.
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