Non è solo il Mondiale di calcio a far correre le puntate su Polymarket ma anche le crypto registrano un ritorno dell’attenzione. Si punta sui prezzi dei principali asset e sul Clarity Act, la svolta normativa attesa a Washington. Dopo un giugno di forti ribassi, il mercato sconta un rimbalzo iniziale nei primi giorni di luglio.
Su Polymarket torna l’ottimismo ma contenuto
A giugno Bitcoin ha perso il -20,43%, scivolando sui minimi da oltre venti mesi e con un calo del 50% dall’ATH a 126.272 USDT. Con l’ingresso nel mese di luglio gli investitori su Polymarket assegnano il 90% alla probabilità di toccare 62.500 USDT a luglio, e il 62% a 65.000 USDT. Nelle ultime 24 ore la scommessa su 62.500 USDT è salita di 17 punti percentuali. Tuttavia, salendo di prezzo obiettivo, le probabilità crollano in fretta.

Sul fronte opposto, un ritorno a 57.500 USDT resta al 54%, mentre un tonfo a 45.000 USDT vale appena il 3%.
Per Bitcoin resta ancora l’incertezza
Le previsioni sul prezzo di BTC a fine 2026 sono molto più liquide, con 46 milioni di dollari di volume e allargano anche la prospettiva. Qui l’85% scommette che Bitcoin rivedrà 65.000 USDT entro il 2026. Ma il 74% assegna anche un ritorno a 55.000 USDT. Un anno a due facce, coerente con la volatilità e l’incertezza che si respira negli ultimi mesi.
Salgono i rialzisti per Ethereum
Su Ethereum il copione si ripete quasi identico. Gli investitori di Polymarket a luglio danno all’89% il raggiungimento di 1.700 USDT e al 57% l’arrivo a 1.800 USDT.

La discesa a 1.500 USDT resta invece ben quotata al 48%, quella a 1.300 USDT scende al 15%. Il mercato invece sul prezzo di ETH a fine 2026 ha già spostato volumi per 8 milioni di dollari. L’86% degli investitori vede Ethereum di nuovo a 1.750 USDT nel 2026, mentre l’83% contempla pure un ribasso a 1.500 USDT. Anche qui i partecipanti al “prediction market” non escludono nessuno dei due scenari, a testimoniare ancora una volta l’incertezza.
Solana in laterale e Ripple in equilibrio
Solana, seppur in ambito di previsioni su Polymarket, la possiamo definire la più laterale del gruppo. Il mercato assegna il 59% di probabilità di un test di 90 USDT a luglio, ma solo il 27% a 100 USDT. Le probabilità si comprimono nella fascia tra 70 USDT e 90 USDT, e un breakout appare improbabile.

Anche Ripple corre nelle previsioni di luglio. Con la quotazione attuale di XRP a 1,05 USDT, gli “investitori” danno il 59% a un ritorno verso 1,20 USDT a luglio, e il 52% a una discesa fino a 1,00 USDT. Un quadro bilanciato, con 1,00 USDT come pavimento. Ed è proprio XRP il token più esposto alle mosse regolatorie.
Il Clarity Act che ancora manca

L’ultimo mercato su Polymarket che sta registrando una crescita nel settore crypto non riguarda i prezzi ma le regole. Il Clarity Act, la legge che darebbe una cornice normativa al settore, è dato al 40% di probabilità di firma entro il 2026, in calo di -25%. Un mese fa lo stesso mercato viaggiava sopra il 70%. Il provvedimento ha già passato la commissione bancaria del Senato a maggio 2026. Restano però nodi aperti e il più pesante è la questione dei rendimenti. Le banche fanno ostruzionismo, perché la norma consentirebbe agli operatori crypto di pagare interessi sui depositi, una minaccia diretta alla loro raccolta. Ora serve un voto d’aula a 60 sì, con almeno sette democratici.
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