È il più grande gestore di fondi al mondo. Ed è anche il gestore più conservatore quando si tratta di investimenti alternativi. Si tratta di Vanguard, che – ostinatamente – si è sempre rifiutato non solo di lanciare ETF Bitcoin alla clientela, ma anche di proporre quelli di altri gestori tramite le proprie piattaforme di trading. Oggi però un annuncio tradisce un ripensamento. Ed è un momento storico forse tanto quanto il lancio degli ETF sulle crypto a Wall Street.
Vanguard è infatti alla ricerca – secondo l’annuncio di cui sopra – di un leader per la divisione asset digitali per il segmento personal wealth e dunque probabilmente destinato al collocamento e all’accompagnamento verso gli investimenti in criptovalute di una parte della clientela. Non è chiaro per il momento quali progetti gli verranno affidati.
Cambio di regime dal gestore che più aveva resistito alla rivoluzione crypto
Una rivoluzione, per carità, almeno da questo angolo soltanto finanziaria. Sono stati in diversi tra i player di Wall Street di certe dimensioni a non voler giocare la partita degli ETF, ma nessuno lo ha fatto con l’ostinazione di Vanguard. Lo storico CEO e fondatore Jack Bogle aveva detto di evitare Bitcoin come la peste. Il successore Tim Buckley era della stessa opinione, anche se su toni più morbidi. Affermava infatti che Bitcoin non potesse appartenere a un portafoglio di lungo periodo e destinato alla pensione, perché speculativo, troppo volatile e non *una riserva di valore.
Nel 2024 rincarò la dose, affermando che Vanguard non avrebbe mai lanciato un ETF su Bitcoin, almeno fino a quando la classe di asset che rappresentava non sarebbe cambiata profondamente.
Poi l’arrivo di Salim Ramji, che era da BlackRock e che – paradossalmente – aveva partecipato al lancio dell’ETF Bitcoin. All’inizio dell’incarico, ancora movimenti minimi. Nessun segnale di apertura fino a fine 2025, quando il gruppo ha iniziato a permettere ai propri clienti l’investimento in una serie di ETF crypto di terze parti, selezionati.
Ora il prossimo step
Ora arriva il prossimo step. Si cercano specialisti di rilievo, che possano probabilmente accompagnare almeno una parte della clientela verso questi investimenti. Tutto questo mentre, come abbiamo raccontato anche oggi, il momento non è certamente dei più felici, almeno a Wall Street.
Gli ETF arrivano da un lungo periodo di scarico di capitali – e l’attrattiva, complice anche la grande corsa del settore AI – ha raggiunto minimi storici.
Forse però è proprio questo il momento giusto di ingresso per una società come Vanguard. Ovvero quando il sangue corre, metaforicamente, per le strade. E non quando tutti vogliono comprare.
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