Home / L’obbligazione statale su Bitcoin viene fermata all’ultimo minuto. 3-2 da consiglieri che ora però rischiano

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L’obbligazione statale su Bitcoin viene fermata all’ultimo minuto. 3-2 da consiglieri che ora però rischiano

Il consiglio esecutivo dice di no, quando tutto era pronto per il lancio.
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Un tempo c’erano i bond di El Salvador che avrebbero dovuto finanziare una non meglio precisata città Bitcoin. Poi sono arrivati, alla spicciolata, tentativi negli USA, in particolare a livello statale e non federale. La proposta della quale si era parlato con maggiore convinzione arrivava dal New Hampshire: bond legati a Bitcoin (con un meccanismo invero assai strano), che però sono stati cassati. Il voto del consiglio esecutivo è stato di 3 a 2 per il no. E questi prodotti, come tanti altri, verranno probabilmente dimenticati.

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Si sarebbe trattato di un bond con tanto di rating, con dietro un’autorità statale e che avrebbe avuto una circolazione per almeno 100 milioni di dollari. Moody’s gli aveva assegnato un rating di Ba2 – non esattamente spazzatura. Tuttavia, non lo vedremo mai in circolazione.

Un fallimento anche per CleanSpark?

In realtà il bond non era direttamente su Bitcoin, ma piuttosto legato a un datacenter destinato al mining di CleanSpark.

La decisione è stata tuttavia negativa. Bitcoin fa venire ancora i brividi a certe latitudini (principalmente quelle statali) e chi vorrà vedere dei prodotti fixed income basati su $BTC dovrà guardare altrove. A Saylor, forse, o ad altre entità sovrane che avranno il coraggio delle proprie emozioni. In New Hampshire questo coraggio è venuto meno.

Quest’anno si vota

Quest’anno si voterà comunque per il rinnovo dei membri del consiglio e c’è la possibilità che riuscire a cambiarne anche soltanto uno sia sufficiente per riproporre… il prodotto.

Tutto questo mentre il matrimonio tra settore pubblico USA e Bitcoin procede più lento di quanto vorrebbe Donald Trump e anche di quanto vorrebbero tanti appassionati. Ostacoli burocratici, vecchie volpi dei parlamenti locali che vorrebbero forse una fetta della torta, vecchie resistenze verso tutto ciò che è nuovo e, in aggiunta, il cattivo momento del prezzo di $BTC non aiutano.

Il cammino però è segnato: Bitcoin è dentro prodotti strutturati, obbligazioni convertibili, azioni preferred e tanti altri prodotti e non potrà che espandersi, dato che retrocedere ormai da questo campionato sarà impossibile, nonostante certe pressioni.

Fare quel passo in più sarà difficile? Senza dubbio alcuno. Anche Paesi dove il presidente ha maggiore “libertà di azione” ed è perfettamente allineato con certi interessi (di aziende Bitcoin), c’è chi è riuscito a metterci lo zampino per fermare tutto.

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