Anche se Donald Trump si è rifiutato di firmare la legge che incorpora il divieto, gli Stati Uniti, da questa sera, dovranno dimenticare il dollaro digitale, almeno per qualche anno. Sarà infatti operativa la disposizione che impedisce alle autorità federali di emettere una versione digitale del dollaro, in una forma simile a quella che abbiamo già visto all’opera in Cina e che presto arriverà in Europa.
Non c’è stato infatti esercizio del veto da parte del presidente degli Stati Uniti e allo scadere del decimo giorno, di fatto il testo diventerà legge degli Stati Uniti, avviando Washington su un binario, se vogliamo, speculare rispetto a quello di Bruxelles. Proprio in questi giorni, infatti, l’Europa è al lavoro per fornire il contesto legale necessario affinché si possa arrivare all’euro digitale per il 2029.
Un oceano di distanza
Oltreoceano invece il sentiment è diametralmente opposto. L’idea di un dollaro digitale che viaggi su binari federali non ha grande sostegno politico, neanche a sinistra – e lo stesso Jerome Powell, ex Presidente di Federal Reserve – aveva più volte affermato che mai Fed si sarebbe mossa senza un chiaro mandato da parte del Congresso.
Quel mandato non è mai arrivato e al contrario è arrivato un divieto che sarà valido fino al 2030 e dovrà poi essere rinnovato, nel caso.
Intanto l’Unione Europea e l’area euro si saranno dotate di un euro digitale il cui lancio è previsto per il 2029, a meno di ostacoli politici che però non si vedono, neanche all’orizzonte.
- Gli USA possono contare su soluzioni fatte in casa, ma private
Lo spauracchio agitato dalla Banca Centrale Europea, ovvero quello del duopolio di Visa e Mastercard sui pagamenti digitali, ha ovviamente tutto un altro sapore e un altro impatto negli States. Visa e Mastercard sono due società americane e non vi è motivo di temere che un giorno limitino l’accesso ai loro servizi ai cittadini americani.
Da questa parte dell’oceano, invece, vuoi perché è un tema politicamente comodo, vuoi perché la paura è invece almeno in parte concreta, la cosa è un… problema.
Ci sono poi le stablecoin – che negli USA hanno già ampia diffusione e che a livello globale stanno confermando il dominio assoluto e totale del dollaro. Anche questo è un tema scottante però per BCE, nonché ulteriore motivazione per l’imposizione di un euro digitale che arriverà al termine di un iter politico che ha spazzato via ogni tipo di resistenza.
A Washington si farà il contrario: fino al 2030 nessuno potrà anche soltanto pensare di dotare gli USA di una CBDC, come si chiamano in gergo. Al contrario di quanto accadrà in Europa ed è invece già accaduto in Cina.
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