Il Regno Unito vuole iniziare a fare sul serio nel mondo della tokenizzazione degli asset. Un report che finirà sul tavolo del Cancelliere del Regno (equivalente al nostro Ministro dell’Economia e delle Finanze) propone infatti un piano in sei diversi passi, che vedrà la partecipazione di 50 delle più rappresentative aziende del settore finanziario e crypto. Dentro troviamo anche Ripple, Coinbase, Kraken.
La task force vede anche la partecipazione di diverse società del grande capitale e della finanza, tra le quali BlackRock, Goldman Sachs, Cboe, Citadel, Clearstream, Deutsche Bank. È stato proposto un piano con focus su dieci punti e che sarà gestito da nove diversi gruppi di lavoro. L’obiettivo sarebbe quello di ammodernare l’infrastruttura finanziaria del Regno Unito, cruciale anche per il funzionamento dei mercati globali.
Le dieci priorità
Il documento – che può essere consultato qui – indica 10 priorità sulle quali concentrare gli sforzi. Il tema principale rimane quello della certezza del quadro legale all’interno del quale possono muoversi gli operatori di mercato.
C’è tanto altro però: dalla tokenizzazione degli asset all’infrastruttura per i pagamenti wholesale, passando anche per gli approcci fiscali e la gestione di mercati per asset tokenizzati.
Un quadro interessante, al quale hanno partecipato e parteciperanno tante delle società più importanti del mondo finanziario e anche crypto. In termini di network, la presenza più rilevante sembra essere quella di Ripple, che ha da offrire anche l’expertise acquisito con Hidden Road e GTreasury, gruppi che sono stati acquisiti di recente da Ripple Labs.
La sensazione che emerge dalla lettura del documento è che il Regno Unito abbia percepito un certo ritardo accumulato nei confronti di USA e altre giurisdizioni, un ritardo che assume toni preoccupanti tenendo conto della centralità di Londra anche a livello globale.
Come si procederà?
Si procederà con nove diversi gruppi di azione: da chi si occuperà dei fondi e dei mercati secondari, a chi guarderà invece in direzione di collaterale e standard prudenziali. Ci saranno poi task force che guarderanno agli aspetti legali, del crimine finanziario e della resilienza.
Il documento finirà ora sulla scrivania del Cancelliere del Regno, che dovrebbe dare il via ai lavori. Il Regno Unito si è mosso con un certo ritardo rispetto al resto del mercato. L’Europa continentale, per quanto alla spicciolata, ha già giurisdizioni che sono avanti nel cammino (vedi su tutte la Germania). Gli States invece dovrebbero essere a un passo dall’approvazione del Clarity Act, che dovrebbe regolamentare il mercato anche per i grandi operatori istituzionali.
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