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BIP110

Bitcoin si divide? BIP110 è agli sgoccioli. Una spiegazione semplice di cosa cambia per BTC

In un fiume di fesserie, un modesto tentativo di far capire a tutti cosa sta succedendo.
BIP110

Bitcoin rischia di vivere la sua più grande crisi interna dal 2018, quando ebbe luogo la separazione tra Bitcoin e Bitcoin Cash. Si discute di BIP110, un controverso aggiornamento per cercare di eliminare l’utilizzo del network come storage per immagini e altri dati non monetari. È una questione complicata, che potrebbe raddoppiare i $BTC che hai in portafoglio (anche se è più complicato di così) e che cercheremo di spiegarti in modo semplice. Kraken ti regala 15€ in Bitcoin. Iscriviti, versa almeno 100€ e ricevi il bonus sul tuo conto. Potrai spenderlo come vuoi (e anche detenerlo a lungo, se credi in questo investimento).

Da un lato c’è un’ala assai intransigente di appassionati, dall’altro chi ritiene che la sola discussione di questo passaggio sia più pericolosa dello spam che potrebbe colpire il network. Se investi in Bitcoin, è ora di documentarsi.

I soft fork

Bitcoin è un enorme database di blocchi. Ogni blocco è legato al precedente e al successivo. Puoi immaginarlo come un registro o un quaderno, dove ogni pagina scrive le transazioni avvenute in quel blocco. Le transazioni che vengono incluse in un blocco devono rispondere a certe regole condivise affinché tutti seguano la stessa catena/registro.

Nel caso di soft fork, le nuove regole sono un “sottoinsieme” delle vecchie – e dunque sono accettabili anche secondo le “vecchie regole”

Può succedere che certe regole che oggi riteniamo valide e utili non piacciano più. Può succedere che qualcuno proponga di cambiarle. Può succedere che non tutti siano d’accordo nel cambiarle.

Se le nuove regole proposte sono “espansive” rispetto a quelle attuali, è necessario un hard fork, perché i nuovi blocchi prodotti con le nuove regole sono “inaccettabili” secondo le vecchie regole.

Quando non tutti siamo d’accordo, da un certo punto la catena si biforca. Una segue le vecchie regole, una segue le regole nuove. È stato il caso, ad esempio, di Bitcoin Cash, che condivide una parte della storia con Bitcoin e che da un certo punto segue invece regole e catena/registro propri. È stato il caso di tanti altri tentativi, senza che nessuno sia andato a buon fine.

  • BIP 110 è un soft fork

I soft fork rendono più restrittive le regole attuali. Vuol dire che i blocchi prodotti secondo le nuove regole sono accettabili anche chi segue le vecchie regole. Non essendoci novità, ma soltanto una restrizione delle precedenti possibilità, teoricamente si può procedere senza che la catena debba biforcarsi.

Nel caso invece degli hard fork, c’è un’espansione dei limiti imposti dalle regole attuali. I vecchi blocchi vedono i blocchi prodotti secondo le nuove regole come non validi. L’immagine dovrebbe renderti chiaro – con enormi semplificazioni – la questione.

BIP110: cosa vuole limitare?

BIP110 propone di limitare:

  • Gli output a 34 byte, che coprirebbero comunque tutte le modalità standard di pagamento;
  • OP_RETURN limitato a 83 byte;
  • OP_PUSHDATA limitato a 256 byte.

Perché queste limitazioni? Non serve capire troppo bene il funzionamento tecnico di Bitcoin. Transazioni create superando quei limiti vengono in genere utilizzate da Ordinals/Runes e altri sistemi per incorporare nelle transazioni immagini e/o dati non monetari.

BIP110 inoltre vuole imporre queste regole in via temporanea e soltanto per un anno. Tra un anno si dovrebbe votare di nuovo la reimplementazione delle regole.

  • Il voto

In realtà non si tratta di un voto, ma di una segnalazione volontaria. I miner possono utilizzare il bit 4 per dire “sì, questa modifica mi piace”. Se si dovesse superare il 55% dei blocchi con segnalazione entro un periodo di 2016 blocchi, avremmo un’attivazione anticipata. Per ora ci sono state segnalazioni complessive sotto l’1%, tutte provenienti da Ocean, pool di mining che fa capo al proponente della modifica, ovvero Luke Dashjr.

Il voto è fondamentalmente inutile. I miner/pool che sceglieranno di seguire le nuove regole potranno imporle sui loro blocchi. Sono regole restrittive rispetto a quelle attuali e dunque i blocchi prodotti saranno validi anche per chi non implementerà le nuove regole.

  • Il rischio di chain split

Il rischio di chain split è concreto. Perché se è vero che i blocchi prodotti seguendo le nuove regole sono validi per tutti, è altrettanto vero che i blocchi prodotti da chi non seguirà le nuove regole non saranno ritenuti validi da chi implementa BIP110.

Questo è lo scenario nel caso di “soft fork fallito”

In altre parole: se io utilizzo regole nuove e più restrittive, i blocchi che sono validi per le vecchie regole non sono validi per la mia catena.

  • Chi deciderà?

In realtà sarà un’articolazione complessa di interessi e di comportamenti: wallet, utenti che gestiscono i propri nodi, miner, servizi, exchange: in quanti riterranno non più validi i vecchi blocchi? Per il momento pressoché nessuno, se non chi è particolarmente vicino a Luke Dashjr.

In parole povere: i pochi che seguiranno BIP110 probabilmente seguiranno una nuova chain, a partire dal primo blocco che sarà prodotto secondo le vecchie regole da miner che non effettueranno il passaggio.

Cosa succede dopo il chain split?

Nel caso di chain split, avremo tecnicamente due catene di Bitcoin, una che segue le vecchie regole, una che da un punto in avanti ne seguirà altre. Ogni indirizzo sarà “disponibile” su entrambe le chain, e avrà tecnicamente due bilanci separati di Bitcoin.

Questo vuol dire che chi ha Bitcoin in detenzione diretta (perché è difficile che gli exchange supportino entrambi i network, rimarranno sul “vecchio Bitcoin”) avrà teoricamente dei $BTC anche sul network che seguirà le regole BIP110.

Quanto varranno gli “altri Bitcoin”? Il prezzo lo farà il mercato. Difficile che si tratti di più di una frazione infinitesima del valore attuale di $BTC. Nei prossimi giorni, nel caso in cui dovessero effettivamente concretizzarsi rischi di chain split, torneremo sul tema.

Bitcoin è a rischio?

No, a Bitcoin non interesserà nulla. Quanto avvenuto passerà alla storia come l’ennesimo scontro – ad avviso di chi vi scrive inutile – tra figure tecnicamente in vista. Bitcoin comunque sta vivendo una fase, sempre ad avviso di chi vi scrive, di affrancamento da certi vecchi rapporti di potere.

La grandezza nel network sta anche nella capacità di resistere ad adunate sedizione, tentativi di golpe, suggerimenti di cambiamento di regole senza che ci sia un vero consenso.

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