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NEAR Protocol tokenomics

Near Protocol come Bitcoin? La proposta sulla nuova tokenomics cambierà il destino del token?

Near Protocol sale mentre il mercato resta debole. Tokenomics e aggiornamento della rete aiutano. Prezzo di NEAR verso le resistenze chiave.
NEAR Protocol tokenomics

Near Protocol è tra i pochi asset in controtendenza in una settimana incerta per il comparto crypto influenzato dal riaprirsi del fronte bellico nello Stretto di Hormuz. Attualmente NEAR quota 1,989 USDT e registra un rialzo weekly del +5,50%. Il motivo non è tecnico e non nasce dall’ambiente dell’intelligenza artificiale dove Near Protocol ha iniziato a operare, bensì nasce da una proposta per eliminare l’inflazione del token.

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Near Protocol tra i pochi token in positivo nel 2026

Questo movimento porta il rialzo di Near Protocol a luglio a un +11,90%, che segue il ribasso di giugno, chiuso con un -23,20%. Da inizio 2026 il prezzo di Near è tra i pochi in positivo, con un +31%, e contribuisce a una market cap di 2,58 miliardi di dollari, che gli permette di posizionarsi al numero 30 del ranking globale.

Near Protocol, il rialzo nasce dalla tokenomics

Sul grafico weekly abbiamo una panoramica dove si possono cogliere gli ultimi movimenti di Near dal massimo di periodo, toccato nel dicembre 2024 a 8,244 USDT, da dove è poi scattata una fase di ribasso, con una congestione tra aprile e novembre dell’anno scorso, sino all’accelerazione ribassista di fine anno. Nel 2026, a febbraio, Near ha toccato un minimo a 0,841 USDT, da dove è partita l’attuale fase di rimbalzo.

Near Protocol NEAR - weekly 14 luglio 2026
Near Protocol NEAR – weekly 14 luglio 2026

Soffermandoci sulle ultime settimane, a inizio giugno aveva toccato un massimo annuale a 3,087 USDT, da dove ha iniziato una fase di contrazione che ha portato anche alla rottura del supporto vettoriale in area 1,97 USDT. Il prezzo ha poi lavorato a cavallo di questo livello, come adesso, dove passa anche la SMA 50 weekly.

La proposta sulla supply fissa

La settimana scorsa un membro della community di Near Protocol ha proposto di bruciare parte dei token detenuti dalla NEAR Foundation. Il co-fondatore Illia Polosukhin ha respinto l’idea su X, definendo i burn un metodo altamente inefficace. Nella stessa risposta ha però rivelato che la Fondazione sta valutando un’alternativa, un tetto massimo alla supply, sul modello di Bitcoin.

Oggi il protocollo conia ogni anno circa il 2,4% di nuovi NEAR per remunerare i validatori, diluendo chi già li detiene. Il nuovo modello li pagherebbe con i ricavi reali.

L’aggiornamento della rete

A livello di upgrade, ieri, 13 luglio, Near ha attivato il mainnet v2.13.0. L’aggiornamento introduce firme resistenti al calcolo quantistico, approvate dallo standard NIST, e lo sdoppiamento automatico degli shard quando la rete è sotto carico. Non è un dettaglio isolato. A giugno le transazioni instradate da Near Intents avevano superato i 22 miliardi di dollari complessivi, con quasi 30 milioni di scambi eseguiti.

Resta però un punto aperto. La proposta sulla supply fissa non è ancora stata votata dalla governance, e il mercato la sta prezzando in anticipo.

Scenario di breve termine

Passando ad analizzare il grafico daily di Near Protocol, ci soffermiamo sugli ultimi movimenti con una panoramica dal picco raggiunto a giugno a 3,087 USDT. Da qui c’è stata una fase di contrazione violenta, seguita da un rimbalzo. Tuttavia si può osservare come si sia formata una serie di massimi decrescenti.

Near Protocol daily 14 luglio 2026
Near Protocol daily 14 luglio 2026

A livello di minimi, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio Near ha trovato base sull’area degli 1,70-1,77 USDT, da dove ha provato un rimbalzo. L’attuale rialzo di Near Protocol resta però sotto il recente massimo di inizio luglio. Il prezzo dovrà quindi rompere questa serie di massimi decrescenti, con un breakout dell’area dei 2,11 USDT, poco sopra la quale interseca anche la media mobile (Sma 50).

L’allungo avrebbe poi come obiettivo successivo la resistenza vettoriale a 2,245 USDT e infine la resistenza principale in area 2,41 USDT. L’indicatore RSI è rivolto al rialzo, ma non è ancora entrato in area di ipercomprato, segnalando ancora spazio di crescita.

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