Salta al contenuto principale

Clarity Act: ora dipende tutto da Donald Trump, che deve fare un passo indietro

Serve una firma di Trump, su qualcosa che fino a oggi non ha voluto firmare.

22:41 • Aggiornato 15/07/2026

Gianluca Grossi Avatar

Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

Fact Checked
Perché fidarti di Criptovaluta.it®

Per poter salvare questo contenuto devi essere loggato.

Se non hai ancora un account, registrati da qui

Per poter mettere mi piace a questo contenuto devi essere loggato.

Se non hai ancora un account, registrati da qui

L’approvazione del Clarity Act – la legge sulle criptovalute e i relativi mercati negli Stati Uniti – dipenderà da un incontro che si terrà giovedì prossimo tra Patrick Witt (che segue per conto della Casa Bianca il mondo crypto) e i due senatori che stanno sostenendo la legge, Bernie Moreno e Cynthia Lummis. L’obiettivo sarebbe quello di convincere Donald Trump ad accettare l’inserimento nella legge di limiti etici – ovvero limitazioni alla sua capacità di investire nel comparto, almeno finché sarà in carica.

Offerta

Sul tema è arrivato il commento anche del presidente del Solana Policy Institute, riportato da The Block, che vede l’incontro come estremamente positivo. Le limitazioni di cui sopra sono ad oggi il principale, ma non unico, ostacolo all’approvazione della legge “pro crypto”.

Giovedì alle 14:30 ora locale

E dunque alle 18:30 ora italiana. Probabilmente al termine del meeting sapremo già se ci sarà fumata bianca o fumata nera, ovvero se Trump avrà accettato limitazioni alle sue attività e probabilmente a quelle della famiglia nel settore.

Donald Trump ha investimenti diretti su Bitcoin ed Ethereum per più di 100 milioni di dollari – e tramite i figli partecipa a diverse attività nel comparto. Da American Bitcoin, che si occupa di mining e di acquisizione di Bitcoin da tenere in cassa, a WLFI, protocollo DeFi che ha anche emesso una stablecoin.

Ci sono poi le due meme token TRUMP1,99 $▲ +1,19% e $MELANIA, il cui valore è pressoché azzerato ma che hanno fruttato al clan dei Trump guadagni importanti.

L’inserimento di limitazioni agli investimenti comporterebbe con ogni probabilità il disimpegno almeno da American Bitcoin, che ha comunque perso il grosso della sua capitalizzazione di mercato e che potrebbe essere diventata di interesse marginale per gli affari della famiglia presidenziale.

Accetterà?

Fino a qualche tempo fa si discuteva della possibilità di limitazioni a scoppio ritardato, ovvero da far entrare in vigore soltanto dopo la fine del mandato presidenziale di Donald Trump. Ipotesi che sarebbe forse la più accettabile per il presidente, ma che non è molto gradita a sinistra, dove Elizabeth Warren e altri politici Dem avrebbero ovviamente interesse a colpire economicamente il più importante dei nemici politici.

La speranza per il comparto è che si giunga a una soluzione, che non può che prevedere un passo indietro da Trump. Ne sapremo di più forse già giovedì. Le pressioni delle principali aziende del settore ci sono, pressioni che diventano sempre più importanti in avvicinamento alle midterm. I crypto bro offrono infatti storicamente dei corposi assegni ai candidati che ne sostengono le ragioni.

author image

Caporedattore e Content Strategy

Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

Commenta

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
Potrebbero interessarti Icon criptovaluta.it - Potrebbero interessarti
telegram Unisciti a Telegram VIP x social Criptovaluta è anche su X