Un tempo c’era l’effetto Musk: tutto ciò che toccava il fondatore di Tesla guadagnava un premium in borsa, anche se i fondamentali non avrebbero giustificato certe quotazioni. Ora invece abbiamo l’effetto Trump, e anche se gli effetti sono simili, in realtà i presupposti sono diversi. Dall’insider trading dei suoi collaboratori alla vendita di informazioni “privilegiate”, sembra che – fatte rare eccezioni – essere nel giro del Presidente convenga.
È notizia di ieri quella dei profitti di chi si occupa del teleprompter del Presidente, ed è sempre notizia di ieri la possibile vendita, da parte del social del Presidente, di informazioni che possono dare una grossa mano ai fondi hedge e ai grandi investitori. La seconda forse è più incredibile della prima.
I “tweet” del Presidente, con qualche microsecondo di vantaggio
Il discorso è relativamente lineare. Le sparate sui social (in particolare sul SUO social, Truth) del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno enorme impatto economico. Fanno salire e scendere il petrolio, fanno salire e scendere certe azioni. Perché allora non vendere, con un piccolissimo anticipo temporale, tali informazioni ai fondi hedge?
Questa è la notizia che gira da ieri suoi social – e che è stata confermata anche da Financial Times: sarà attivato un servizio, a pagamento (e immaginiamo molto caro) per ottenere direttamente uno stream dei messaggi del Presidente, con qualche microsecondo di vantaggio rispetto agli altri. Quanto basta, per intenderci, per muoversi prima degli altri e cercare di fare profitti.
Non era mai successo prima, vuoi perché i presidenti erano più mansueti quando si trattava di notizie che avrebbero potuto agitare i mercati, vuoi perché qualche scrupolo, ai tempi, ancora ce lo si faceva. Saltati invece sono tutti i muri e questo è il mercato nel quale dovremo imparare a muoverci.
Anche quell’investimento di Citadel…
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, diceva un navigato politico italiano. Noi, pur riconoscendo la grandezza di CDC come exchange, qualche dubbio sull’operazione raccontata qui da Alessandro Adami lo nutriamo.
Citadel infatti ha investito ben 400 milioni in Crypto.com, exchange che da tempo intrattiene rapporti commerciali con le aziende presidenziali e che avrebbe anche lanciato ETF a tema crypto proprio in collaborazione con Truth.
La situazione è così anomala che un sospetto del genere, che mai si sarebbe avuto in passato, è invece più che lecito. Non cambia granché ai fini fondamentali dell’investimento, con $CRO che però dopo aver sfruttato la notizia è tornato sui livelli precedenti.
Re Mida a metà?
Non tutti gli affari del presidente e dei suoi più stretti congiunti vanno però nella stessa direzione. L’investimento in American Bitcoin, società che si occupa di mining Bitcoin e che fa anche da tesoreria BTC avrebbe perso già 600 milioni, tenendo conto soltanto della quota… presidenziale.
Attenzione dunque se il metro unico che volete applicare alle vostre scelte è il metro di prossimità dalla famiglia Trump.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

