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Cipollone, BCE: "stablecoin rischio per i depositi bancari". Banca centrale prepara revisione MiCA

Piero Cipollone ricorda alle banche una grande verità.

16:47 • Pubblicato 18/07/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Difficilmente passa un giorno senza che l’italiano Piero Cipollone, di BCE, sponsorizzi l’euro digitale. È forse il volto più riconoscibile della campagna della Banca Centrale Europea e venerdì, a Roma, ha ricordato alle banche cosa c’è in ballo – nel caso in cui dovessero aprire al mondo delle stablecoin. Questa tecnologia, dice Cipollone, può erodere i depositi bancari, capitali che le banche raccolgono a costi molto bassi e che sono quintessenziali per il funzionamento degli istituti.

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Cipollone capovolge così quella che era una delle preoccupazioni principali del mondo bancario in relazione all’euro digitale. Preoccupazione che porterà all’implementazione di un limite massimo di euro digitali che si potranno detenere per singolo account.

Stablecoin contro depositi bancari

Che non si dica che Piero Cipollone non segue le discussioni, invero assai accese, oltreoceano. Il Clarity Act, la legge che dovrebbe normare gli operatori del mondo crypto negli States, sta incontrando infatti degli ostacoli importanti proprio perché le banche si sono messe di traverso. Perché? Perché non vogliono che gli exchange possano offrire ai propri clienti rendimenti sulle stablecoin.

Questo infatti aprirebbe a uno scenario preoccupante per le stesse banche: i depositi bancari finirebbero per diminuire, con un impatto importante sulle finanze degli istituti bancari.

La stessa argomentazione, ora, viene utilizzata da Cipollone per mettere in guardia le banche italiane sulle stablecoin:

Se l’utilizzo delle stablecoin aumenterà in futuro, le banche perderanno depositi dei retail.

Una minaccia concreta, che per le banche è assai preoccupante e che dovrebbe aiutare, almeno secondo i piani di Cipollone, a fare fronte comune contro quello che è diventato una sorta di nemico pubblico numero uno in Europa.

Intanto si prepara una revisione del MiCA

Intanto in Europa tira il vento del cambiamento. Sembra che tutto sia pronto per iniziare a discutere di una seconda versione del MiCA, che avrebbe tra gli obiettivi di revisione anche l’attuale disciplina delle stablecoin abilitate all’interno dell’UE.

Nel mirino di BCE – come vi ha rivelato una nostra esclusiva qui – le stablecoin come USDC, che godono di un regime di doppia-emissione tra USA e UE, che non rispetta gli obblighi di detenzione di una parte delle riserve in cash presso le banche.

BCE – così come altre banche centrali nazionali dell’area euro – hanno già chiesto a gran voce che tale regime venga rivisto. Il 2027 in Europa potrebbe vedere pertanto uno scenario stablecoin molto diverso, con vantaggi importanti per progetti come Qivalis, al quale partecipano comunque più di 30 istituti bancari europei. Le banche possono infatti permettere di offrire stablecoin come servizio magari non immediatamente remunerativo. Le società che vivono invece di stablecoin, no.

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Caporedattore e Content Strategy

Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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