È stata una settimana positiva per uno dei grandi malati del settore crypto e Bitcoin, ovvero per il gruppo di ETF che sono quotati negli Stati Uniti e che almeno fino a poco tempo fa erano fonte importante di domanda per Bitcoin e per gli altri asset digitali. Nei 5 giorni di trattative della scorsa settimana infatti, abbiamo avuto 75,7 milioni di dollari netti di inflow. Segnale sì positivo, ma comunque di portata estremamente ridotta rispetto ai numeri di un tempo.
Numeri positivi – che interrompono una lunga pausa che durava da maggio – ma che sono comunque molto lontani da quelli che ci si aspetterebbe con una ripresa effettiva.
Rubinetti chiusi, ma almeno non ci sono più perdite
Dipende tutto sommato dal proprio atteggiamento personale, ovvero dal voler vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. I numeri della scorsa settimana sono positivi su Bitcoin, per 75,7 milioni di dollari di inflow.

Di più: tolto il crash di lunedì che vedete in grafico, avremmo assistito a un ritorno di investimenti all’interno degli ETF su Bitcoin molto più consistente. Tuttavia, siamo davvero ancora molto lontani dall’età dell’oro di questi prodotti, quando comandavano una domanda miliardaria su base settimanale, segnale che stiamo cercando di riprenderci, ma che ancora… non siamo fuori dal tunnel.
Fa paradossalmente meglio Ethereum, che nel corso dei cinque giorni di trading classico della scorsa settimana, ha incamerato 105,4 milioni di dollari di nuovi capitali. Questo è coinciso con una forza relativa di $ETH rispetto a $BTC della quale vi ha ampiamente parlato anche Alex Lavarello nelle sue analisi.
Inversione di breve, e poi?
In realtà questa ripresa, questa inversione da uno dei periodi più bui della storia degli ETF, era stata correttamente anticipata ai nostri microfoni da parte di André Dragosch di Bitwise, che a inizio mese si era detto fiducioso sulla capacità degli ETF quantomeno di interrompere il trend negativo.
L’estate non è stata mai periodo di grandi volumi per i prodotti finanziari legati alle criptovalute, né per gli asset TradFi in generale. Vedremo però se almeno durante queste due ultime settimane di luglio e il mese di agosto riusciremo a limitare i danni, per prepararci poi a una ripresa di domanda anche da parte delle borse tradizionali.
Tutti aspettano ottobre – e chissà che non si trasformi in una tipica profezia che si autoavvera.
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