Tanto tuonò che piovve. La lunga lista di editoriali, post, mailing list, interventi in TV bearish sul settore dei chip sta finalmente sortendo i suoi effetti. Anche oggi il comparto semiconduttori affossa tutti i principali indici della borsa americana. S&P 500 avrebbe chiuso la giornata in positivo, se non fosse per perdite importanti da parte di Nvidia, ma anche di Micron, AMD, Intel, Marvell. Male anche le aziende che offrono macchinari e materie prime per il settore.
Per il resto fanno bene, nel settore tech, Google, Microsoft, Apple, con Amazon che invece si aggira intorno al prezzo di apertura delle trattative. Tutto questo in una settimana che sarà scandita dalla riunione del FOMC, che si apre domani martedì 28 luglio e vedrà la decisione sui tassi e la conferenza stampa di Warsh mercoledì, rispettivamente alle 20:00 e alle 20:30 ora italiana.
In ultimo, è vero che ci sono notizie preoccupanti (per i produttori di chip) che arrivano dalla Cina. La reazione però continua ad apparire come eccessiva.
Disastro chip: ora siamo in bear market?
Tecnicamente sì, siamo in bear market. Nvidia è sotto del 20% rispetto ai massimi recenti, così come lo sono diverse aziende del settore. Tutto questo nonostante i fondamentali rimangano solidi. Di ordini ce ne sono, di capitali che gli hyperscaler hanno intenzione di impiegare anche.
La sensazione – nonostante le grandi manovre di diversi hyperscaler per produrre i propri chip – è che si tratti più di paura di quello che sarà che di valutazione della situazione attuale del comparto.
Tech tiene: è un problema di chip
Per il resto il comparto tech tiene. O meglio, tengono gli hyperscaler – segnale del fatto che le preoccupazioni dei mercati dipendono più dagli enormi e insostenibili margini del settore chip che di un unwind dell’intero comparto AI.
| Pos. | Titolo | Performance |
|---|---|---|
| 1 | Coherent (COHR) | -8% |
| 2 | AMD (Advanced Micro Devices) | -8% |
| 3 | Micron Technology (MU) | ≈ -7% |
| 4 | ASML Holding (ASML) | ≈ -6% |
| 5 | Applied Materials (AMAT) | ≈ -5,5% |
Notizie che giustificano il crollo?
In parte sì. A fare paura è infatti anche la Cina: secondo quanto riporta The Information, una società cinese avrebbe iniziato a sviluppare macchine litografiche DUV, in un comparto che è ampiamente dominato dalla olandese ASML.
Secondo quanto riporta il giornale, le consegne avverranno già nel 2026, a produttori cinesi come Semiconductor Manufacturing International Corp e Hua Hong Semiconductor. Consegne previste anche per ChangXin Memory Technologies. Mancano per il momento ancora conferme. È da qui però che arrivano parte delle paure che stanno tenendo il settore sotto scacco.
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