Il mercato crypto si avvia a chiudere i primi sette mesi del 2026 in territorio negativo, con perdite superiori al 40% su diversi token. Il quadro complessivo nasconde movimenti molto diversi tra loro, che meritano un esame. Partiamo però da luglio, che porta il segno positivo sulla maggioranza dei token con particolari movimenti nella DeFi. Il settore segue infatti un andamento proprio.
Crypto Top 10 e DeFi a confronto
In questo confronto riportiamo una panoramica delle principali crypto Top 10 con l’andamento che registrano da inizio 2026. Le perdite sono ampie su quasi tutta la fascia a maggiore capitalizzazione. Cardano segna la performance peggiore del gruppo con -50,58%, seguita da Dogecoin a -40,99% e da Ripple a -40,90%.

Bitcoin contiene il calo a -26,85%, mentre Ethereum si ferma a -37,50% e Solana a -40,71%. Due nomi soltanto si muovono in direzione opposta da inizio anno, TRON a +15,80% e Hyperliquid a +126,63%. La capitalizzazione dell’intero mercato crypto, misurata dall’indice TOTAL, cede il -26,49% da gennaio.
Luglio riporta il sole
Luglio cambia però il quadro di breve periodo per la larga maggioranza delle principali crypto. Ethereum guida il recupero mensile con +19,76%, davanti a Cardano a +15,17% e a Bitcoin a +10,93%. Ripple segna +6,14% e TRON +5,07%, mentre restano negative Hyperliquid a -10,15% e Dogecoin a -3,48%. Il recupero mensile resta insufficiente a colmare le perdite accumulate da gennaio sulle grandi capitalizzazioni.
DeFi a luglio più forte
Se entriamo nel dettaglio dei settori, si trovano delle differenze. In allegato abbiamo un paniere DeFi che raccoglie i token del settore, più rilevanti per market cap, passando dai protocolli di prestito, ai titoli tokenizzati, ai DEX.

Lido DAO guida il rialzo a luglio con +57%, seguito da Uniswap a +32,42% e da Ondo a +22,36%. Ethena segna un +20,35%, Pendle +17,00% e Aave +10,39% nello stesso arco temporale. Solo i due token legati ai DEX restano indietro, con Hyperliquid a -11,80% e Jupiter a -12,63%. La divisione interna al settore appare netta, perché i protocolli che generano rendimento battono quelli che vivono di commissioni sugli scambi. Anche Raydium, non presente in questa tabella a luglio segna un calo del -9,80%.
La DeFi nel 2026 perde meno
In allegato abbiamo l’indice TOTALDEFI che misura la capitalizzazione complessiva dei token di finanza decentralizzata pari a 65,21 miliardi di dollari. Il confronto da inizio 2026 assegna alla DeFi un vantaggio contenuto, -24,47% contro il -26,44% dell’indice TOTAL delle crypto. Il settore guadagna quindi circa il 2,7% di peso relativo sul mercato complessivo nell’arco dei sette mesi. Detto in parole povere, perde un po’ meno.

La dominance della DeFi, cioè il peso del settore sulla capitalizzazione totale del mercato crypto, si colloca oggi al 3,00%. L’indicatore ha toccato un massimo poco sotto il 3,30% a inizio luglio, poi interamente riassorbito nelle settimane successive. Il rimbalzo dei token del settore non si è quindi tradotto in un aumento stabile del peso della DeFi.
La TVL supera la valutazione dei token

La DeFi offre una misura che gli altri settori crypto non possiedono, cioè il capitale realmente depositato dentro i protocolli. Questo valore, chiamato TVL (total value locked) e rilevato da DefiLlama, ammonta a 76,18 miliardi di dollari. Il confronto con i 65,21 miliardi di market cap produce un rapporto pari a 0,86. Gli investitori pagano cioè meno di un dollaro per ogni dollaro di capitale gestito dai protocolli. I volumi sui contratti perpetui, cioè i derivati a leva senza scadenza, raggiungono 18,39 miliardi in ventiquattro ore. Gli scambi a pronti sulle piattaforme decentralizzate si fermano invece a 5,71 miliardi.
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