Aave e Chainlink portano gli agenti AI in DeFi: ora ChatGPT può leggere, analizzare ed eseguire transazioni
Aave e Chainlink stanno gettando le basi per rendere gli agenti AI sempre più autonomi nel settore DeFi.
21:00 • Pubblicato 11/09/2026
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Pochi giorni fa Aave ha attivato il server ufficiale MCP per consentire a qualsiasi agente AI (che supporta il Model Context Protocol) di poter verificare in tempo reale i dati della piattaforma DeFi. Oggi Chainlink è subentrato con la sua infrastruttura affinché gli assistenti virtuali possano contare su informazioni in tempo reale mentre interagiscono con gli smart contract del protocollo di lending.
La notizia sottende un potenziale incredibile per il mondo DeFi: l’intelligenza artificiale può ora analizzare le metriche di Aave e le condizioni di mercato per poi preparare una transazione on-chain, la cui approvazione resta però ancora sotto il controllo dell’utente finale. In futuro, gli stessi agenti potranno anche prendere decisioni autonome e firmare da soli operazioni che rispettano una determinata strategia.
Aave MCP: la porta di accesso degli agenti AI alla DeFi
Fino ad oggi ChatGPT, Claude e altri LLM, se interrogati, potevano fornire informazioni basate sui dati presenti nel loro addestramento. Non avevano invece un accesso nativo e in tempo reale allo stato dei mercati di Aave e delle posizioni del protocollo.
Con il nuovo MCP Server ufficiale, questo cambia in modo radicale: ora l’agente AI, eseguendo il comando o integrando l’MCP come connettore, può utilizzare direttamente i dati aggiornati di AAVE123,68 $▲ +0,61% in tempo reale, con informazioni che riguardano dimensioni dei mercati, riserve, tassi, liquidità, parametri di rischio e posizioni e debiti associati di singoli indirizzi. Tutto ciò serve per analizzare uno scenario e simulare eventualmente un’operazione on-chain.
Questo è valido per tutti i deployment del protocollo di lending, ossia su tutte le chain supportate da ogni versione disponibile.
Cosa può fare nel concreto un agente AI su Aave? Ad esempio, può chiedere quale sia l’health factor di un portafoglio, quale sia il rendimento migliore su una determinata stablecoin, o quanta liquidità ci sia in una pool.
Gli agenti AI non sono ancora autonomi al 100% in DeFi
Un punto importante da chiarire è il fatto che gli agenti AI, pur avendo ora accesso a una miriade di dati che fino a poco fa erano sostanzialmente inaccessibili, non sono ancora capaci di gestire un flusso di lavoro completo in modo autonomo. Infatti, la firma della transazione proposta dall’assistente deve poi essere eseguita dall’utente, con la chiave privata che rimane sotto il suo esclusivo controllo.
In altre parole, l’AI può osservare, analizzare e preparare una transazione, ma non può (ancora) controllare autonomamente i fondi dell’utente. Questo sarà il prossimo step della tecnologia, che in molti già descrivono come un passaggio destinato a essere disruptive e rivoluzionario, ovvero il momento in cui gli agenti potranno intervenire in modo automatico sulla base di una policy o di una strategia prefissata.
A quel punto, si potrebbe chiedere di proteggere una posizione se il suo health factor scende sotto una precisa soglia, ripagando parte del debito o aggiungendo collaterale, oppure aumentare l’esposizione al debito quando lo stesso indicatore si muove in direzione opposta.
In gergo, si dice che l’AI diventerebbe “situational”, cioè capace di muoversi in base al contesto esterno, chiaramente sempre in relazione a quella che è la policy fornita. Chissà se poi – in un futuro catastrofico – queste skills evolveranno fino al punto da rendere la stessa AI in grado di ribellarsi, e potenzialmente di “ucciderci tutti”, come suggerisce un ex ricercatore di Anthropic.
Perché Chainlink è fondamentale in questa evoluzione?
Chainlink non fa altro che continuare a svolgere il compito per cui è stato progettato, ossia fornire price feed e informazioni in tempo reale, ma estendendo questo incarico alla sua nuova infrastruttura “Chainlink For Agents”.
Possiamo paragonare il suo ruolo a quello di un connettore che alimenta l’MCP con dati aggiornati e verificabili, offrendo dunque agli agenti AI la possibilità di operare sulla base delle informazioni presenti sul protocollo. Parliamo di un lavoro che risulta imprescindibile per permettere loro di gestire posizioni, collaterali, debiti ed eseguire transazioni nel modo più conveniente per l’utente.
Al di là del compito dell’oracolo – che è fondamentale – parte della responsabilità rimane comunque associata al ragionamento svolto dall’intelligenza artificiale. Infatti, anche con i dati e tutti i parametri di rischio corretti, l’AI potrebbe comunque utilizzare una semantica che porta a un risultato dannoso. Per questo motivo è importante capire che Chainlink può garantire la qualità e l’affidabilità delle informazioni, ma non può garantire che l’AI si muova correttamente in modo trustless.
Un futuro da registi dell’ecosistema DeFi
Al momento la tecnologia è ancora acerba, ma la DeFi si sta pian piano avvicinando a una condizione in cui non saremo più noi umani a cliccare manualmente per eseguire transazioni, ma saremo solo i registi che indicano l’intento e la strategia da seguire. Intanto nell’ecosistema Solana si lavora per creare un’infrastruttura dedicata ai micropagamenti di questi agenti.
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