Mancano poche ore alla decisione del FOMC di Federal Reserve sui tassi di interessi USA. I mercati prezzano un 70/30 (no aumenti/si aumento dello 0,25%) ma la lista di chi non è d’accordo con le aspettative di mercato si allunga. Non solo Citadel, che ha parlato di caso base con un aumento dei tassi dello 0,25%, ma anche il leggendario Harley S. Bassman, che parla di necessità di alzare i tassi dello 0,50%.
Bassman, lo scrive chiaro e tondo, non fornisce motivazioni economiche, ma puramente psicologiche. Ed è forse per questo motivo che fanno più paura. Un aumento dei tassi di 50 punti base sarebbe più che inaspettato, con reazioni da parte dei mercati difficili da immaginare.
Perché sì a un aumento dei tassi di 50 punti base
Un aumento di 25 punti base non serve a niente e non è a livello della retorica di Warsh, un aumento di 75 punti base implica la conoscenza, da parte sua, di problemi economici, che non ha.
E dunque il modo corretto di procedere sarebbe un aumento di 50 punti base. Il discorso Che fa il buon Bassen è in realtà più articolato.
Parte dal fatto che ridurre la guidance, ovvero le indicazioni sulle decisioni future, da parte di Federal Reserve sia la scelta giusta. E che una prima vittoria debba essere suggellata da una scelta impopolare, imprevista, e che faccia capire al mondo (e ai mercati), che Kevin Warsh fa sul serio, almeno in termini di contrasto all’inflazione.
Un aumento di 50 punti base indicherebbe l’arrivo di un nuovo sceriffo in città, che non è sotto il controllo del presidente. Una Federal Reserve indipendente è la pietra angolare del sistema finanziario globale, come confermato anche da una recente decisione della Corte Suprema.
Le previsioni dei mercati
I mercati stanno quasi prezzando 50 punti base di aumento dei tassi pieni da qui a fine anno. E qui si chiude l’invettiva di Bassen:
Togliersi il dente e andare avanti.
Aggiungendo che c’è un percorso per cancellare quanto di male fatto in termini di public policy dal 2013. Un’opinione certamente particolare, che ha il suo merito e che però mercati con l’orizzonte temporale di una farfalla difficilmente accoglieranno di buon grado.
Ad ogni modo un dente ce lo toglieremo tra poche ore. Alle 20:00 sapremo di più della decisione di Kevin Warsh e del FOMC. Perché è bene ricordarsi in questa circostanza che comunque Warsh non decide da solo.
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