Seul è la capitale delle preoccupazioni mondiali di questi ultimi giorni. Nelle ultime 48 ore il principale indice della borsa coreana ha perso oltre il 14%, con il governo che sarebbe pronto ad altri interventi emergenziali. Nel frattempo, chi consigliava di andare long e poi ancora long sulle principali azioni del Paese, tutte legate al mega-ciclo AI, è diventato stranamente silenzioso. Difficile però, dopo che il genio è uscito dalla lampada, rimetterlo dentro, anche se il governo coreano si dice pronto a tutto per stabilizzare i mercati.
Il problema in realtà ha un nome e un cognome: dai picchi di giugno, SK Hynix ha perso oltre il 60%, quasi in concomitanza con la sua quotazione, tramite ADR, negli Stati Uniti. Nel frattempo quegli stessi retail in larga parte responsabili del grande boom di questi titoli, sono fuggiti vendendo a qualunque prezzo, per un ciclo ribassista che diversi analisti indicano come assolutamente irrazionale.
Perché irrazionale?
Perché chi opera su mercati storicamente più solidi non è abituato a certi swing di prezzo. E un po’ come l’uomo primitivo che imputava fulmini e saette a divinità adirate, anche l’analista non sa che pesci prendere e cerca la spiegazione più semplice possibile.
Di spiegazioni in realtà ce ne sono molte. Di fattori che hanno contribuito alla correzione (anzi, al bear market totale almeno per SK Hynix), ce ne sono diversi. Ciascuno ha dato una spinta nella direzione ribassista – e difficilmente gli interventi del governo coreano riusciranno a riportare il buonumore.
- Leva
La stessa leva che aveva permesso ai piccoli retail di esporsi, al rialzo, con cifre molto più ampie dei patrimoni che hanno (o meglio avevano) a disposizione sta punendo ora i mercati. Di statistiche affidabili ce ne sono poche, tra chi parla del 10% di tutti gli account di trading liquidati (in Corea) e chi invece spara cifre addirittura più alte.

- Trimestrali
A peggiorare il quadro ci sono anche i dati trimestrali di SK Hynix, al di sotto delle aspettative pressoché per qualunque metrica utilizzata. Fine del ciclo delle memorie?
Le ultime analisi – che hanno dominato la stampa a tema finanziario – parlano di impossibilità di mantenere i margini attuali per produttori di memorie che possono vendere, ora, pressoché a qualunque prezzo. È un’analisi corretta: la domanda infinita non può durare all’infinito. Che questo però avvenga sul breve periodo… è un altro paio di maniche.
Federal Reserve può peggiorare il quadro?
Tra poche ore Federal Reserve rivelerà la sua decisione sui tassi di interesse. Era da tempo che non si arrivava alla riunione del FOMC con un’incertezza di questo tipo.
Mentre negli USA anche il settore chip continua a mostrare segni di enorme sofferenza, una stance eccessivamente hawkish, vuoi con un rialzo, vuoi con una conferenza stampa dai toni troppo duri, potrebbe peggiorare ulteriormente il quadro.
Le piazze USA hanno aperto una giornata che passerà quasi certamente alla storia in modo assai titubante.
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