Lo staking resta il motore silenzioso della finanza decentralizzata, perché blocca capitale e restituisce un rendimento a chi partecipa alla rete. Negli ultimi anni il segmento più dinamico è diventato il liquid restaking, che aggiunge nuovi strati di guadagno sopra lo staking di base. In questa nicchia il nome di riferimento è ether.fi, oggi di gran lunga il primo protocollo del settore per capitale gestito.
ether.fi, il dominatore del liquid restaking
Lo staking ha volumi interessanti soprattutto su Ethereum, dove si bloccano i propri ETH per garantire la rete. Il restaking prende l’ETH già messo in staking e lo riutilizza per garantire altri servizi, moltiplicando le ricompense. Lo strato di base è guidato da EigenCloud, dove questi capitali vengono effettivamente riusati come garanzia. Il liquid restaking guidato da ether.fi aggiunge invece un token spendibile che rappresenta la posizione, così il capitale rende e resta disponibile.

In allegato si può vedere il ranking di categoria, dove ether.fi guida con 3,306 miliardi di dollari, davanti a Kelp con 893,42 milioni. Il terzo, Renzo, si ferma ad appena 90,39 milioni, ormai fuori scala. Da solo il protocollo vale circa i tre quarti dell’intero comparto, quantificato in 4,461 miliardi.
I servizi di ether.fi
La sua forza non sta solo nei numeri, ma nei servizi costruiti attorno al capitale depositato. L’utente deposita ETH, lo fa rendere tramite restaking e riceve in cambio i token liquidieETH e weETH. Su questa base ether.fi ha lanciato una carta Visa, utilizzabile come debito o come credito in Borrow Mode. Il collega Francesco Galella ne ha analizzato costi e cashback nella guida alla EtherFi Card, con i vault Liquid al 7,16% che coprono il 4% del prestito.
Il settore DeFi in calo
Il quadro va però letto dentro un settore DeFi in contrazione, in scia a tutto il mercato crypto. Il capitale depositato (TVL) su ether.fi è sceso dagli oltre 12 miliardi dell’autunno 2025 a poco più di 3 miliardi. La discesa nasce dal raffreddamento generale del mercato, con i prezzi delle crypto in netta inversione dai massimi.

L’intera categoria del liquid restaking ha seguito la stessa parabola, scendendo da oltre 18 miliardi ai 4,461 di oggi. La DeFi nel suo complesso è arretrata, anche se a luglio ha registrato un netto recupero, con una TVL che ora si attesta a circa 75,231 miliardi. In pratica ether.fi non ha perso più dei rivali, ma quanto tutto il suo comparto, che a sua volta segue la DeFi.
Ether.fi rimbalza dal minimo di giugno
Sul grafico weekly abbiamo una panoramica dell’andamento di Ether.fi (ETHFI) nel 2026, token che oggi ha una market cap di 150 milioni di dollari e occupa la posizione numero 88 del ranking globale. Su questa view si vede la fase di ribasso iniziata a gennaio, che ha caratterizzato tutto il comparto, avvenuta con una serie di swing dai massimi e minimi decrescenti.

A inizio giugno il prezzo di ETHFI ha toccato il minimo annuale di 0,266 USDT, da dove è scattato un rimbalzo che ha spinto il token a recuperare il 180% in 40 giorni, fino alla prima resistenza a 0,48 USDT, livello che avevamo già indicato nella nostra scheda previsionale di ETHFI di giugno.
I livelli chiave di ETHFI
Qui il prezzo si è fermato, in corrispondenza del 38,2% di Fibonacci del vettore che va dal massimo al minimo del 2026. La resistenza principale passa poi a 0,55 USDT. Adesso ETHFI è in calo da circa tre settimane e nella discesa ha rotto il primo supporto, con il successivo che si colloca in area 0,31 USDT.
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