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USA: altre sanzioni crypto all'Iran. OFAC segnala network di exchange e società shadow banking

Ancora sanzioni crypto dal tesoro USA. Colpito il gestore di un network di exchange e banche parallele.

22:35 • Aggiornato 07/08/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato altri due crypto exchange che sarebbero legati all’Iran. SI tratta di Shelbit e Aban Tether (nessun legame con la popolare stablecoin), che sarebbero riconducibili a Siavash Kayvanpour, che gestirebbe una rete di società tra Emirati Arabi Uniti, Polonia e Georgia. Non è la prima volta che OFAC sanziona entità crypto ritenute vicine all’Iran o che abbiano fornito in passato servizi alle Guardie della Rivoluzione o a altre entità politiche di Teheran.

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La guerra finanziaria all’Iran si muove, ormai da tempo, anche su blockchain e – più specificatamente – lungo quei binari che permettono di spostare anche ingenti quantità di denaro in forma crypto, come gli exchange. Si tratta comunque, anche in questo caso, di exchange periferici e pressoché sconosciuti in Occidente.

OFAC colpisce ancora

Entità che gestiscono traffici crypto e talvolta anche wallet privati ma riconducibili alle autorità iraniane (o di altri Paesi ostili agli Stati Uniti). Non è esattamente una novità vedere OFAC, che dipende dal Tesoro USA, comminare sanzioni anche nel mondo crypto. Sanzioni che tutti finiscono per rispettare, pena il perdere la possibilità di interagire, direttamente o indirettamente, non solo con entità USA, ma anche con tutte quelle che vogliono averci a che fare.

Questa volta tocca a Siavash Kayvanpour, nato in Iran, con cittadinanza aggiuntiva a Dominica e in Afghanistan, residente a Dubai, che sarebbe a capo, secondo quanto riporta il Tesoro USA gestirebbe una complessa rete di società anche nel mondo crypto, con una rete che si estende dalla Georgia alla Polonia, passando per gli Emirati Arabi Uniti.

A essere al centro delle sanzioni è la società Shelbit, con sede in Georgia e con filiali anche in Polonia e negli Emirati, insieme a una lunga lista di società minori. Secondo quanto riporta il Tesoro USA, avrebbero favorito il trasferimento di più di 3 milioni di dollari verso wallet legati alle Guardie della Rivoluzione. Altri wallet riconducibili a Kayvanpour avrebbero scambiato più di 2 milioni di dollari con Nobitex, il più importante degli exchange iraniani.

La dipendenza del regime iraniano sugli asset digitali e i network di shadow banking è ulteriore dimostrazione che Economic Fury sta funzionando. Continueremo a incrementare la pressione economica. Che siano in dollari, in rial o in crypto, il Tesoro troverà e smantellerà i network finanziari illeciti che tengono il regime a galla.

Questo è il messaggio di Scott Bessent, allegato al comunicato stampa relativo alle sanzioni.

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Caporedattore e Content Strategy

Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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