Il 2026 si conferma un anno difficile per le crypto, con la capitalizzazione totale scivolata a 2,2 mila miliardi di dollari. Il valore è quasi dimezzato rispetto al massimo dello scorso ottobre. Le stablecoin nello stesso periodo invece mostrano un andamento più solido. Il primo gennaio valevano circa 302 miliardi e oggi restano quasi invariate, mentre il loro peso relativo cresce nettamente nel settore.
Stablecoin, il mercato tiene mentre le crypto crollano nel 2026
Lo scenario d’insieme mostra due settori che si muovono in direzioni opposte dentro l’ecosistema crypto. La market cap totale (TOTAL) delle crypto vale oggi 2,2 mila miliardi di dollari, in calo del -49,33% dal massimo dello scorso anno. Il valore complessivo delle stablecoin resta invece ancorato intorno ai 300 miliardi, sostanzialmente fermo sui livelli di dodici mesi fa.

Oggi le stablecoin pesano circa il 13,7% dell’intero mercato crypto, una quota che nella fase rialzista restava molto più bassa, circa al 6%. Il capitale che è uscito dalle crypto si ferma nelle stablecoin in attesa di rientrare.
I due giganti reggono, i satelliti cedono
Il mercato delle stablecoin resta un duopolio schiacciante e questo spiega la sua tenuta complessiva. Tether (USDT) vale 183,119 miliardi di dollari ed è praticamente fermo sul mese, con un marginale -0,08%. USD Coin (USDC) segue a 72,222 miliardi e cede un contenuto -1,60% nello stesso arco temporale. Da soli hanno circa l’85% della dominance totale del mercato come si osserva dall’immagine allegata.

USDT e USDC insieme controllano oltre l’83% dell’intero comparto, quindi la loro immobilità basta a tenere fermo il totale. Sotto di loro, però, la fotografia cambia bruscamente e diventa rossa. Sky Dollar (USDS) perde il -11,29%, World Liberty Financial USD (USD1) il -10,06% e Ethena USDe (USDe) il -10,17%. Anche Dai (DAI) e PayPal USD (PYUSD) arretrano, rispettivamente del -1,18% e del -2,04%. In allegato riportiamo i dati tratti dal sito DefiLlama che abbiamo schematizzato in tabella.
| Stablecoin | Cap | 30 giorni |
|---|---|---|
| Tether (USDT) | 183,119 mld | -0,08% |
| USD Coin (USDC) | 72,222 mld | -1,60% |
| Sky Dollar (USDS) | 6,701 mld | -11,29% |
| Dai (DAI) | 4,804 mld | -1,18% |
| World Liberty (USD1) | 4,023 mld | -10,06% |
| Ethena USDe (USDe) | 3,902 mld | -10,17% |
| Global Dollar (USDG) | 3,417 mld | +17,26% |
| PayPal USD (PYUSD) | 2,767 mld | -2,04% |
| Ripple USD (RLUSD) | 1,584 mld | +1,17% |
Le uniche due in controtendenza
In un panorama dominato dai cali, soltanto due stablecoin crescono. Global Dollar (USDG), emesso da Paxos Digital Singapore, guadagna un netto +17,26% sul mese e sale a 3,417 miliardi di capitalizzazione. Ripple USD (RLUSD) avanza del +1,17% sul mese, ma accelera con un più eloquente +8,21% negli ultimi sette giorni. In entrambi i casi la domanda arriva invece dagli accordi di distribuzione, cioè dalla loro adozione su nuovi exchange e reti partner. È una crescita costruita dal lato dell’offerta, non trainata dagli acquisti del mercato.
Tether domina e vive sui binari dei pagamenti
Tether Dollar mantiene la dominance del 60,91% sull’intero mercato delle stablecoin, 183,215 miliardi di token in circolazione, di cui 10,07 miliardi mintati ma ancora non immessi sul mercato. Quasi metà di tutto Tether vive su Tron, con il 49,05%, mentre Ethereum ne ospita il 40,91%. Nell’immagine allegata si possono leggere i dati della dominance.

Le stablecoin, il rifugio quando le crypto crollano
Nel calo crypto molti investitori si sono rifugiati nelle stablecoin, che valgono sempre un dollaro mentre tutto il resto scende. Non pagano un interesse a chi le tiene, se non uno basso, a seconda degli exchange, ma offrono qualcosa di concreto, un dollaro fermo e sempre pronto. Le stablecoin ti lasciano liquido e pronto a rientrare.
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