La tensione sui rendimenti dei Titoli di Stato non riguarda soltanto l’America ma coinvolge tutto il mondo, dall’Europa al Giappone. In Europa i rendimenti dei decennali di Italia, Francia e Germania sono tornati sui livelli più alti dal 2023, con la Francia che oggi paga più dell’Italia. Il Financial Times ha scritto due giorni fa che Parigi è la nuova Roma, e i grafici raccontano un sorpasso costruito in tre anni dall’Italia.
I rendimenti europei salgono insieme a quelli americani
I rendimenti europei salgono in parallelo a quelli americani ma la Francia preoccupa maggiormente. Il decennale italiano (IT10Y) rende al 4,112%, quello francese (FR10Y) al 4,134% e il Bund tedesco (DE10Y) al 3,281%. Nel mese in corso il decennale italiano è salito di 8,6 punti base rispetto alla chiusura di luglio.

Il grafico mensile dal 2010 mostra tre fasi ben distinte tra loro. Il picco italiano al 7% di fine 2011 apre la serie, seguito dagli anni dei rendimenti sotto zero per Francia e Germania tra il 2019 e il 2021. La risalita brusca del 2022 chiude il quadro e nessuno dei tre paesi l’ha più ritracciata. Oggi la curva francese e quella italiana sono praticamente sovrapposte, mentre fino al 2022 le separavano oltre due punti percentuali.
Il Financial Times indica la Francia come anello debole dell’Europa
Per il Financial Times, la Francia sta prendendo il posto dell’Italia come principale fonte di preoccupazione sul debito europeo. Barclays, grande banca britannica, ha detto all’FT che chiunque oggi sui mercati indica la Francia come anello debole. Mizuho, uno dei maggiori gruppi bancari giapponesi, ha sintetizzato con una frase sola: “la Francia è la nuova Italia“.
I motivi citati dal quotidiano sono tre; rischio sulla crescita, rischio politico con le presidenziali in arrivo e rischio fiscale, con un deficit oltre il 5% del Pil. Il rapporto debito/Pil francese è salito quest’anno dal 114% al 117%, quello italiano è sceso dal 154% del 2020 al 139%.
Lo spread BTP-OAT è negativo per la prima volta dal 2010
Lo spread BTP-OAT, cioè la differenza tra il rendimento del decennale italiano e quello francese, oggi vale -0,023%. Il segno meno significa che l’Italia si finanzia a dieci anni più a buon mercato di Parigi. Sul grafico weekly dal 2010 questo spread superava i 400 punti base nel 2011 e nel 2012.

Le fasi successive di allargamento hanno toccato circa 270 punti base a fine 2018 e circa 190 nel 2020 e nel 2022. Da lì la discesa è stata continua per tre anni. Lo zero è arrivato nell’autunno 2025 e il minimo a -0,09% a fine anno. Per la prima volta in sedici anni di serie il decennale italiano rende meno di quello francese. Lo spread OAT-Bund vale intanto 0,854%, il livello più alto dal 2012 per la Francia.
Il debito francese ha superato quello italiano

Il debito pubblico francese ha superato quello italiano anche in valore assoluto. La Francia deve 3,54 trilioni di euro, l’Italia 3,21 e la Germania 2,73 trilioni. Dal 2010 lo stock di debito francese è cresciuto del +113,92%, quello italiano del +68,33% e quello tedesco del +64,91%.
Il distacco della Francia parte dal 2016 e non si è più chiuso. L’ultima rilevazione segna un aumento di 75,6 miliardi per la Francia contro i 26,18 miliardi dell’Italia.

Nello scacchiere mondiale, però, gli Stati Uniti restano il debitore che cresce più in fretta, con un +205,84% nello stesso periodo e 39,07 trilioni di dollari. Il mercato ha memoria, avverte Filippo Taddei di Goldman Sachs; l’Italia dovrà restare più prudente di Francia e Germania per continuare a essere trattata bene dagli investitori.
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