La strategia più semplice del mondo sta battendo gli indici: i numeri incredibili alla portata di tutti
Dogs of the Dow batte Wall Street nel 2026. Ecco come si può replicare la strategia con azioni tokenizzate RWA e quali rischi presenta
22:00 • Pubblicato 31/08/2026
Scritto da Alex Lavarello
Senior Technical Analyst & Trader
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Giornalista finanziario
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Sui mercati azionari esistono strategie meccaniche che selezionano i titoli seguendo una regola fissa, senza previsioni né analisi tecnica. La più nota di tutte è quella dei Dogs of the Dow, che ogni gennaio compra i dieci titoli del Dow Jones col dividendo più generoso. Nel 2026 il paniere guadagna il +16,40% contro il +10,80% dell’indice, ed è replicabile anche con i token RWA.
I Dogs of the Dow e il settore della tokenizzazione RWA
La strategia dei Dogs of the Dow, letteralmente i cani del Dow, è stata resa celebre dal gestore americano Michael O’Higgins nel 1991. L’ultimo giorno dell’anno si calcola per ciascuna delle trenta società del Dow Jones il rendimento da dividendo, cioè la cedola annua divisa per il prezzo. I dieci titoli col rapporto più alto entrano in portafoglio con lo stesso peso e restano fermi fino al 31 dicembre successivo. La variante Small Dogs prende i cinque titoli col prezzo più basso tra i dieci e comporta un investimento minore.
I dieci Dogs of the Dow 2026 vedono Merck in testa e Nike in coda
Il paniere 2026 comprende in parti uguali Verizon, Chevron, Merck, Procter & Gamble, Coca-Cola, Amgen, Nike, Home Depot, UnitedHealth e Johnson & Johnson. La tabella riporta i prezzi di chiusura del 31 dicembre 2025 e del 28 agosto 2026, partendo dal rendimento da dividendo che ha deciso la selezione. Le prime posizioni vanno a Merck, Chevron e Amgen, mentre Home Depot e Nike chiudono la classifica in rosso. Le percentuali sono variazioni di prezzo e non includono i dividendi incassati.
| Titolo | Prezzo 31/12/2025 | Rend. dividendo | Prezzo 28/08/2026 | Performance |
|---|---|---|---|---|
| Merck | 105,26$ | 3,23% | 148,35$ | +40,90% |
| Chevron | 152,41$ | 4,49% | 201,86$ | +32,40% |
| Amgen | 327,31$ | 3,08% | 432,42$ | +32,10% |
| Johnson & Johnson | 206,95$ | 2,51% | 268,04$ | +29,50% |
| Coca-Cola | 69,91$ | 2,92% | 89,66$ | +28,30% |
| Verizon | 40,73$ | 6,78% | 50,10$ | +23,00% |
| UnitedHealth | 330,11$ | 2,68% | 392,95$ | +19,00% |
| Procter & Gamble | 143,31$ | 2,95% | 143,78$ | +0,30% |
| Home Depot | 344,10$ | 2,67% | 330,19$ | -4,00% |
| Nike | 63,71$ | 2,57% | 39,60$ | -37,80% |
Il Dow Jones contiene Nvidia, Microsoft, Apple, Amazon e Salesforce, ma nessuna di queste passa il filtro del dividendo perché quotano troppo alto rispetto alla cedola.
I Dogs of the Dow battono il Dow Jones e l’S&P 500

Il portafoglio dei dieci Dogs guadagna il +16,40% da inizio anno, mentre il Dow Jones si ferma al +10,80%. L’S&P 500 nello stesso periodo segna +11,65%, quindi anche qui si resta sotto la selezione a dividendo. Invece gli Small Dogs, cioè Verizon, Nike, Coca-Cola, Merck e Procter & Gamble, si fermano al +10,90% e non battono l’indice.
La replica dei Dogs con i token RWA è possibile ma poco liquida
Su Ondo Stocks, piattaforma con oltre 438 titoli tokenizzati, i dieci Dogs esistono tutti nella versione tokenizzata. Su xStocks di Backed, distribuiti da Kraken, ne mancano tre, Verizon, Amgen e Nike, quindi il paniere completo lì non si costruisce. Va anche evidenziato un problema di liquidità. Il token di Verizon su Ondo capitalizza 11.000 dollari con 245 token in circolazione, quello di Nike 1,28 milioni di dollari.

Ondo distribuisce 3,60 miliardi di dollari, ma quasi tutti stanno nei fondi obbligazionari e non nelle azioni tokenizzate. La parte azionaria è dominata da Circle, dagli ETF sull’S&P 500, da Micron e Nvidia, mentre nessuno dei dieci Dogs compare in prima pagina.
Inoltre, con bassa liquidità, lo spread rischia di mangiarsi buona parte della cedola. I dividendi inoltre non arrivano in contanti ma vengono reinvestiti nel token, quindi lo stacco della strategia originale sparisce. Resta il nodo dell’accesso, perché Ondo e xStocks sono riservati a investitori non statunitensi e in Europa l’azione tokenizzata resta uno strumento finanziario sotto MiFID II.
Expertise
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