Strategy torna a comprare Bitcoin e rompe un incantesimo che durava dal 22 giugno del 2026. Il gruppo ha appena comunicato a SEC di aver acquistato a mercato 4.603 Bitcoin, per un controvalore al momento dell’acquisto di 369,7 milioni di dollari. Il gruppo ha inoltre riacquistato azioni proprie $STRC per 151,8 milioni di dollari. Il gruppo ha annunciato inoltre di aver raggiunto la leva zero – coprendo così con la sua riserva di cash il totale delle posizioni debitorie.
Si tratta di un cambio di passo per il gruppo, che non acquistava Bitcoin dallo scorso 22 giugno e che da lì in avanti lo aveva venduto per ben quattro volte, per un totale di 6.916 Bitcoin. Le riserve attuali di cash, con l’ultima mini-aggiunta raggiungono quota 6.714.000.000, a fronte di un’esposizione debitoria complessiva dello stesso ammontare.
Missione compiuta per Strategy?
Strategy aveva dovuto affrontare un momento di crisi profonda, che aveva portato le azioni preferred STRC sotto gli 80$, a fronte di un prezzo di parità di 100$. La crisi si era presentata dopo che Strategy aveva annunciato il consumo di quasi tutto il cuscinetto cash per riacquistare debito ordinario a sconto.
Una mossa che non era piaciuta ai mercati e che aveva costretto Strategy a due mosse: la prima è stata quella di vendite, per quanto modeste, di Bitcoin, avvenute in quattro diverse riprese. La seconda è stata la ricostruzione aggressiva di un cuscinetto cash, da destinare appunto al pagamento dei dividendi STRC.
La situazione restuita dai dati dopo l’acquisto di oggi è fondamentalmente diversa: il gruppo ha coperto quasi tutte le vendite di $BTC tramite l’ultima operazione e nel complesso ha ricostruito delle importanti riserve di liquidità.
Ci sono però ancora due note stonate: la prima è che STRC non è ancora tornata in parità – scambia infatti prima dell’apertura di Wall Street a 97,2$. La seconda è che questa grande operazione è stata finanziata dalla vendita di nuove azioni $MSTR, le azioni ordinarie del gruppo, con gli azionisti che hanno sopportato con una gigantesca diluizione l’intera operazione di recupero di cui sopra.
Ad ogni modo, c’è poco di cui lamentarsi: il gruppo non ha mai fatto mistero di ritenere gli azionisti ordinari una sorte di cassaforte del gruppo, da diluire alla bisogna e quando si presentano occasioni oppure problemi di una certa importanza.
Ora la parola passerà ai mercati, che dovranno decidere se quanto fatto fino a oggi è sufficiente per tornare all’ordinaria amministrazione.
Questione rating
Per chi si stesse chiedendo il perché del messaggio sulla leva zero: Strategy ha intenzione di migliorare il rating del proprio debito. Anche qui potremmo essere a un passo dalla soluzione della questione che sta parecchio a cuore a Saylor.
Rimane invece aperta la questione indici MSCI: il gruppo vorrebbe escludere le DAT – le società che esistono soltanto come gigantesche casseforti di crypto – dai listini. Riuscirà Strategy a resistere anche questa volta?
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