Il mercato obbligazionario americano paga rendimenti elevati su tutte le scadenze della curva. Il titolo di Stato a 10 anni rende il 4,79% e la Federal Reserve non lascia intravedere alcun allentamento. In parallelo cresce il segmento del debito tokenizzato, cioè obbligazioni tradizionali emesse in forma di token su blockchain. I due mondi condividono la stessa curva, ma negli ultimi 30 giorni mostrano flussi di capitale opposti.
Obbligazioni tokenizzate, il rendimento tiene ma il capitale se ne va
Il titolo di Stato americano a 10 anni (US10Y) paga il 4,79%, mentre la scadenza a 2 anni si ferma al 4,35%. La fascia obiettivo dei tassi federali resta compresa fra 3,50% e 3,75%, ferma dalla riunione di fine luglio. Il debito governativo tokenizzato investe quasi esclusivamente in buoni del Tesoro con scadenza inferiore ai 12 mesi. Chi li acquista ottiene quindi il rendimento della parte cortissima della curva, non quello delle scadenze lunghe.
Il tasso annualizzato calcolato sugli ultimi 7 giorni si colloca al 3,44%, in aumento del 2,50% rispetto alla settimana precedente. Il mercato dei futures non sconta alcun taglio per la riunione del 16 settembre, anzi guarda nella direzione opposta. Al 3 settembre il CME FedWatch assegnava a un rialzo di 25 punti base una probabilità del 50,3%, in calo di 13 punti percentuali in una sola seduta.

Tuttavia, se si consulta l’andamento odierno c’è stato un nuovo cambio, con un ritorno al 60,30% di probabilità di aumento. Questo comportamento è la misura del nervosismo che si respira attorno ai tassi Fed.
Il comparto obbligazionario domina la tokenizzazione
Dentro il mercato degli RWA (Real World Asset), il debito tokenizzato è la componente di gran lunga più rilevante come si può osservare dall’immagine allegata.

Le obbligazioni valgono 16,631 miliardi di dollari di capitalizzazione attiva distribuita su 171 asset diversi. Seguono i metalli preziosi con 6,078 miliardi di dollari e il credito privato con 4,134 miliardi di dollari. Le azioni quotate contano 4.213 asset censiti, ma valgono appena 2,126 miliardi di dollari complessivi.
Dentro il comparto dei bond il capitale si sta ridistribuendo
Le masse complessive dei fondi di debito governativo americano tokenizzato sono scese del -1,56% in 30 giorni, a 15,92 miliardi di dollari. Quel calo nasconde però spostamenti di capitale molto ampi fra i singoli prodotti.

WisdomTree ha raccolto 455,69 milioni di dollari nello stesso periodo e il fondo europeo eurSAFO di Spiko ne ha attirati 227,14 milioni. Sul fronte opposto il prodotto USYC di Circle ha subito riscatti per 324,15 milioni di dollari. Il fondo istituzionale BUIDL-I di BlackRock ha perso 237,5 milioni di dollari e Superstate 155,59 milioni di dollari. Il capitale non sta quindi lasciando il comparto, sta cambiando emittente.
Le obbligazioni tokenizzate restano ferme come quelle tradizionali
Un‘obbligazione tradizionale resta ferma in un conto titoli fino alla scadenza o alla vendita. Un’obbligazione tokenizzata dovrebbe invece poter essere usata come garanzia per prendere a prestito, oppure scambiata sulle piattaforme. È questa la ragione tecnica per cui si emette debito su blockchain.
I numeri dicono che nella pratica quasi nessuno lo fa. Dei 16,631 miliardi di dollari di obbligazioni tokenizzate, soltanto 769,78 milioni di dollari sono impiegati in questo modo, pari al 4,6% del totale. Il fondo BUIDL di BlackRock si ferma allo 0,64% e iBENJI di Franklin Templeton non registra alcun impiego.
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