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Fed fa un regalo a Bitcoin e borse: “Pronto a stare fermo”, dice il membro votante del FOMC. Ecco perché

Arrivano le prime dichiarazioni di pace dal FOMC. Waller è per "rimanere così" come stiamo
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Christopher Waller, che è membro votante del FOMC (la riunione di Federal Reserve che decide sui tassi) si è espresso pubblicamente sulla sua prossima decisione e ha affermato di essere pronto a votare hold – ovvero niente aumenti. La notizia ha aiutato i mercati risk on – comprese le borse – a correre nel pomeriggio ed è probabilmente anche parte della spinta che sta portando Bitcoin in quota 81.000$. Ci sono però tutta una serie di se e di ma che andranno presi in considerazione, almeno da parte di chi sta cercando di posizionarsi sul lungo periodo.

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Waller sembrerebbe essere in contrasto con Warsh il falco (così descritto dalla stampa, chissà se la sostanza…) su almeno due punti. Il primo è quello dell’urgenza dell’intervento sui tassi. Il secondo è sull’invito di Warsh a parlare meno in pubblico. I mercati hanno reagito positivamente, dimenticando forse che Waller è storicamente uno dei membri del FOMC più dovish. E dunque che serviranno altri schieramenti di questo tipo da membri più hawkish per ritenere superato il pericolo rialzi dei tassi già a settembre.

Inflazione sopra il 2%? Sì, ma…

Christopher Waller è ovviamente al corrente del fatto che l’inflazione sia ancora sensibilmente sopra il 2%. Non è però questo a preoccuparlo, se vogliamo. Stiamo vedendo, afferma, alcuni segni di calo dell’inflazione – che se dovessero essere confermati, dice Waller – dovrebbero eliminare la necessità di imminenti rialzi ai tassi.

Nel corso della settimana passata – complice un intervento duro di Warsh a Jackson Hole – i mercati hanno iniziato a prezzare con maggiore convinzione la possibilità di aumenti dei tassi già a settembre. Al picco, tali probabilità sono state prezzate al 66%. Nel momento in cui scriviamo invece si è tornati su più ragionevoli percentuali del 50%. Sarà un lancio di moneta, se i dati che arriveranno non dovessero risolvere la questione.

Parafraserò John Lennon: date una possibilità alla disinflazione. Possiamo aspettare per un meeting. Quali sono i costi di aspettare un meeting? Aumentare i tassi di 25 punti base non riporterà l’inflazione al 2%.

Waller è apparso molto chiaro nel suo messaggio, pur aggiungendo successivamente delle eccezioni: potrebbe cambiare opinione se nel periodo che ci divide dal prossimo meeting – che si terrà a metà settembre – dovessero arrivare dati negativi sull’andamento dei prezzi.

Secondo Waller l’attuale politica monetaria sarebbe moderatamente restrittiva – e se dovessero esserci dei segnali dai prezzi, si potrebbe rimanere così senza grossi problemi.

Cosa significa per i mercati?

Se dovesse spuntarla Waller, per i mercati vorrebbe dire rimandare al meeting successivo una stretta sulla liquidità. Ci sono infinite teorie sugli effetti di breve periodo a decisione presa. Per ora ci si dovrà accontentare di un movimento positivo al ridursi delle possibilità di aumento già a settembre, possibilità che rimangono comunque relativamente elevate.

Le decisioni sui tassi continueranno a dominare la discussione tra gli operatori di mercato. Gli effetti di queste probabilità in ribasso si sono però già viste su Bitcoin, che torna sopra gli 81.000$, sui bond (i cui rendimenti scendono) e anche sul mondo azionario, che sta vivendo un pomeriggio al rialzo.

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