L’apertura delle borse fa bene a Bitcoin e più in generale al mondo crypto. Guadagni diffusi per tutto il comparto degli asset digitali, spinti da un ridimensionamento delle possibilità di aumento dei tassi negli USA. I fondamentali, il buon senso, e l’assenza di quest’ultimo tra i politici a ogni latitudine fanno il resto: le minacce di Warsh si sciolgono, per il momento, come neve al sole e Bitcoin torna sopra gli 80.000$. Servirà il superamento di resistenze per ora arcigne per confermare il buon momento.
È un buon momento per il settore crypto e Bitcoin: si torna a parlare di debasement trade, che avvicina BTC all’oro, in una situazione complessivamente difficile e priva di grandi certezze. Con l’oro che ha già corso a metà mattinata e il Nasdaq che avanza sì, ma timidamente, il ruolo di star è per il momento tutto di $BTC.
Maretta anche sul Forex
È una giornata assai particolare anche sul fronte del Forex. Bloomberg ha pubblicato uno scoop sulla prossima decisione di Tokyo. Scongiurato l’aumento di 50 punti base, ce ne sarà uno di “soli” 25 punti base, condito però da promesse future. DXY – l’indice del dollaro – galleggia sopra i 90, con scarsa convinzione e perde sulla giornata oltre lo 0,50%, movimento significativo nel mondo valutario.
Al netto di ciò, come ha scritto recentemente André Dragosch, sembra essere tornato un parallelo tra oro e Bitcoin che si era presentato l’ultima volta nel 2020, in un’altra fase di predominio macro sui mercati. Al tempo era l’espansione monetaria e fiscale dettata dalla crisi. Ora è invece una crescita del debito pubblico e dei deficit e dei rendimenti dei debiti sovrani che non ha soluzioni.
Cosa serve per confermare il ritorno di Bitcoin?
Tutti parlano di soglia degli 83.000$ come linea Maginot da superare prima di potersi sentire davvero all’interno di un nuovo ciclo rialzista. Per ora ne siamo ancora lontani – e nonostante la forza di breve di Bitcoin – non è detto che si vada a ritestarla a breve.
Ci sarà del tempo per pensarci. Per ora quel che conta è che a sembrare in affanno costante – a subire liquidazioni mentre mancano notizie considerevoli – sono i ribassisti e non i rialzisti.
Dall’apertura di Wall Street ci sono state liquidazioni di short per 230 milioni. Non una somma enorme, ma comunque significativa del movimento. Pesano inoltre anche quelle su Ethereum, su Solana e Ripple, con le altcoin che stanno seguendo in scia Bitcoin, talvolta anticipandolo.
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